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ArcelorMittal, impianti ex Ilva restano accesi dopo invito tribunale

© AP Photo / Michel EulerArcelorMittal
ArcelorMittal - Sputnik Italia
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ArcelorMittal conferma la sospensione della procedura di spegnimento dell'altoforno 2 su invito del tribunale di Milano. Situazione sospesa fino al 27, venerdì nuovo incontro Conte-Mittal.

Il tribunale di Milano aveva invitato ArcelorMittal a non interrompere l’attività degli impianti presenti in Italia e la società ha accolto l’invito, procedendo alla sospensione delle procedure di spegnimento dell’altoforno 2.

La situazione resta così sospesa fino a mercoledì 27 novembre, quando il tribunale si pronuncerà sul ricorso d’urgenza presentato dai commissari ex Ilva al tribunale di Milano.

Intanto venerdì è previsto un nuovo incontro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i vertici di ArcelorMittal alle ore 18:30. All’incontro prenderanno parte anche il ministro dell’Economia Gualtieri, e il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli.

Lo sprone del presidente Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, continua a spronare l’esecutivo affinché prosegua l’azione per risolvere quello che ha definito “Problema nazionale” da risolvere con “determinazione”. Anche per il presidente Mattarella, quindi, lo Stato italiano non deve retrocedere e permettere a ArcelorMittal di uscire dall’accordo senza colpo ferire.

I sindacati

Per i sindacati lo stop alle procedure di sospensione dell’impianto sono un primo passo importante verso la risoluzione della crisi aziendale e nazionale.

I segretari delle tre principali sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, hanno incontrato anche il presidente della Repubblica Mattarella, in quello che viene definito dagli stessi sindacalisti come “un atto eccezionale”, perché di solito non si discute di crisi aziendali con il presidente della Repubblica; ma questa non è una vertenza aziendale, qui è in gioco la colonna portante dell’industria italiana.

Michele Emiliano vorrebbe farsi carico delle fatture dell’indotto

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si è detto a favore di una proposta che vedrebbe la Regione farsi carico dei 50 milioni di fatture non evase da ArcelorMittal. In pratica, secondo la proposta di Emiliano, dovrebbero essere i pugliesi a pagare le fatture e non i franco-indiani.

L’intento è di preservare l’occupazione dell’indotto, dal momento che molte aziende hanno già fatto richiesta della cassa integrazione. Emiliano si dice poi pronto a “perseguire legalmente ArcelorMittal ovunque al mondo”.

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