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Sale a 23 il numero delle vittime dei disordini in Bolivia

© AP Photo / Natacha PisarenkoSupporters of former President Evo Morales in La Paz
Supporters of former President Evo Morales in La Paz - Sputnik Italia
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Durante le proteste in Bolivia, almeno 23 persone sono morte, 715 sono rimaste ferite, ha affermato la Commissione interamericana per i diritti umani presso l'Organizzazione degli Stati americani (OAS).

Secondo l'organizzazione su Twitter solo ieri sono morte nove persone e ne sono rimaste ferite 122 a seguito delle azioni della polizia e delle forze armate.

Non sono bastate le dimissioni “consigliate” di Evo Morales per riportare la calma in Bolivia. Secondo un medico dell’ospedale di Sacaba raggiunto dalla BBC, le persone uccise sono state colpite da proiettili veri.

Gli scontri vanno avanti da settimane tra i sostenitori di Evo Morales e gli oppositori, con una situazione che ormai rischia di dare vita a una vera e propria guerra civile.

L’appello alla pacificazione di Evo Morales

Dal Messico Evo Morales ha invitato l’esercito e la polizia boliviana a cessare il “massacro”.

Venerdì scorso, intervistato dalla BBC, Morales ha detto che per quanto riguarda i supposti brogli elettorali delle elezioni di ottobre, contro di lui non ci sono accuse sostanziali.

​Inoltre, fa notare, che nella Commissione elettorale molti membri appartenevano all’opposizione.

La situazione in Bolivia

Alle elezioni del 20 ottobre, il presidente Evo Morales ha vinto il primo turno, ma il suo principale rivale, Carlos Mesa, non ha riconosciuto il voto. Nelle grandi città sono iniziate delle proteste.

Domenica, le forze armate boliviane hanno invitato Morales a dimettersi per garantire la stabilità nel paese, dopo di che ha annunciato le sue dimissioni e ha lasciato il paese andandosi a rifugiare in Messico con altri alti funzionari.

Il potere è stato assunto dal vicepresidente dell'opposizione del Senato, Janine Agnes. La Corte costituzionale ha confermato la legalità del trasferimento di autorità, nonostante l'assenza di un quorum in parlamento al momento della votazione.

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