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Miti infranti: una ricerca rivela che maschi e femmine hanno pari capacità matematiche

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Secondo un recente studio scientifico non ci sarebbero affatto differenze di genere nell’attitudine alla matematica e nel funzionamento del cervello dei bambini impegnati in materie tecnico-scientifiche, contrariamente a quanto spesso invece ritenuto.

Se avete mai creduto al mito secondo il quale i ragazzi avrebbero una migliore propensione per la matematica e le materie tecnico-scientifiche rispetto alle ragazze, o piuttosto i risultati a scuola vi hanno sempre fatto ritenere il contrario, sappiate che il recente studio pubblicato sulla rivista Science of Learning tende a dimostrare invece che non ci sarebbe proprio nessuna differenza nei modelli di attività celebrale tra i due sessi durante l’impegno nel risolvere problemi di matematica e materie tecnico-scientifiche.

Il gruppo di ricerca della Carnegie Mellon University, dopo un approfondito studio sullo sviluppo celebrale, ha concluso che il cervello dei bambini è praticamente identico indipendentemente dal loro genere.

"Osserviamo che il cervello dei bambini funziona in modo simile indipendentemente dal loro genere. Quindi speriamo di poter ricalibrare le aspettative su ciò che i bambini possono ottenere in matematica", ha detto la ricercatrice dello studio Jessica Cantlon della Carnegie Mellon University negli Stati Uniti.

Questo, dichiarano i ricercatori, sarebbe il primo studio di neuroimaging (confronto di immagini di scansioni celebrali) condotto per valutare le differenze biologiche di genere nell'attitudine matematica nei bambini.

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Confrontando i risultati del "Early Mathematics Test", un test standardizzato per bambini di età compresa tra tre e otto anni, eseguito su 97 bambini (47 maschi, 50 femmine), i ricercatori hanno concluso che non vi sarebbero differenze alcune e che la propensione alla matematica non sarebbe in nessun modo legata a sesso o età.

"La socializzazione tipica può esacerbare piccole differenze tra ragazzi e ragazze che possono alterare il modo in cui li trattiamo nella scienza e nella matematica", ha detto la dottoressa Cantlon. "Dobbiamo essere consapevoli di queste origini per garantire che non siamo noi a causare le disuguaglianze di genere".

Questo progetto è focalizzato sullo sviluppo della prima infanzia usando una serie limitata di compiti matematici. Cantlon vuole continuare questo lavoro usando una gamma più ampia di abilità matematiche, come l'elaborazione spaziale e la memoria, e seguire i bambini per molti anni.

Il concetto alla base della ricerca è quello di dimostrare che se in natura non esistono limitazioni di genere per quanto riguarda scienze esatte e materie tecniche, allora la società dovrebbe facilitare l’accesso agli studi di queste materie alle ragazze come ai ragazzi, cosa che, spesso, secondo la dottoressa Cantlon, non avviene.

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