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Gaza, Israele annuncia l'eliminazione del leader del movimento Jihad Islamica

© AP Photo / Ariel SchalitSoldati israeliani al confine tra Libano e Israele.
Soldati israeliani al confine tra Libano e Israele. - Sputnik Italia
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All'eliminazione del leader del movimento Jihad Islamica a Gaza, ha fatto seguito il lancio di decine di missili su diverse città israeliane, tra cui la capitale del paese ebraico, Tel Aviv.

Le forze armate israeliane, tramite il proprio canale ufficiale Twitter, hanno reso noto di aver eliminato il comandante in capo del movimento  Jihad Islamica, Baha Abu al-Ata, il quale sarebbe stato colpito da un attacco mirato presso la sua abitazione

"Abbiamo appena colpito il comandante della Jihad Islamica Baha Abu Al Ata a Gaza. Al Ata era direttamente responsabile di centinaia di attacchi terroristici contro civili e soldati israeliani. Il suo prossimo attacco era imminente", si legge nella nota della Difesa di Tel Aviv diffusa su Twitter.

L'esercito di Tel Aviv, utilizzando delle bombe intelligenti, sarebbe riuscito a colpire esattamente la camera dove al-Ata stava dormendo, evitando così di dover radere al suolo l'intero edificio.

"Un colpo di precisione: questo è l'edificio dove nella notte abbiamo colpito chirurgicamente per sventare la minaccia imminentre del comante della Jihad Islamica a Gaza, Baha Abu Al Ata", affermano gli israeliani in un altro post.

La reazione della Jihad Islamica

Pochi momenti dopo l'abbaddimento di Al Ata, dalla striscia di Gaza sono stati subito lanciati diversi razzi in direzione del territorio israeliano, con bersaglio le città di Rishon LeTsiyon, Holon e Sderot, che sarebbero però stati prontamenti intercettati dai sistemi anti-missile Iron Dome installati nei punti nevralgici del paese ebraico.

Le sirene hanno poi incominciato a suonare anche nella capitale del paese, Tel Aviv, sulla quale sarebbero stati lanciati altri 40 razzi.

​Le tensioni a Gaza

La scorsa settimana il governo israeliano, per voce del premier Benjamin Netanyahu, non aveva escluso un nuovo intervento militare a Gaza.

Tale posizione era stata ribadita dal ministro dell'Energia, Yuval Steinitz, il quale aveva affermato che Israele sarebbe stato "costretto" a lanciare un'operazione militare a Gaza a meno di una normalizzazione della situazione nell'area.

Tali dichiarazioni avevano fatto seguito al lancio di razzi sulle città israeliane proprio da Gaza, avvenuto nei primi giorni del mese.

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