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No all'eutanasia. Dichiarazione congiunta di cristiani, ebrei e musulmani

© Sputnik . Giampiero Sposito / Vai alla galleria fotograficaIl Papa Francesco tiene la messa di Pasqua alla Cattedrale di San Pietro in Vaticano.
Il Papa Francesco tiene la messa di Pasqua alla Cattedrale di San Pietro in Vaticano. - Sputnik Italia
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I rappresentanti delle tre religioni abramitiche hanno messo nero su bianco il loro no deciso ad ogni forma di eutanasia e suicidio medicalmente assistito definendoli atti moralmente ed intrinsecamente sbagliati. La dichiarazione congiunta è stata consegnata a Papa Francesco in Vaticano.

E’ la prima volta che una simile presa di posizione su un tema tanto sensibile e capace di dividere l’opinione pubblica e accendere dibattiti parlamentari, vede una convergenza di posizione tra i rappresentanti delle tre fedi monoteistiche.

Nel documento firmato in Vaticano e consegnato nelle mani del Pontefice si affrontano le problematiche morali, religiose, sociali e legali del trattamento del paziente in fase terminale. Si chiede il rispetto dell’obiezione di coscienza per medici e personale sanitario alle azioni che contrastano valori etici, attenzione per pazienti gravi che non devono mai sentirsi un peso, corretta valutazione dei trattamenti a sostegno e prolungamento della vita, una migliore assistenza pagliativa possibile, ma anche il rifiuto dell’accanimento terapeutico. Punti che entrano in un appello per leggi e politiche volti a proteggere la dignità e i diritti del paziente morente.

Il Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontifica Accademia per la Vita ha spiegato in questo modo l’iniziativa ai microfoni dei media:

“Questo testo è molto utile anche per le società civili perchè non si basa solamente su questioni di fede ma coglie la sostanza della cura e coglie la sostanza dell’accompagnarsi gli uni gli altri per una cultura della cura e non dello scarto”.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione alla Stampa Estera, insieme con i rapprentanti delle altre religioni ha poi aggiunto: “

"Si tratta solo del primo passo. Ora il testo sarà offerto anche alle altre religioni. Abbiamo già avuto contatti, non ufficiali, con buddhisti e induisti".

Nelle conclusioni della dichiarazione congiunta si legge: “dobbiamo impegnarci affinché il desiderio dei pazienti di non essere un peso non ispiri loro la sensazione di essere inutili e la conseguente incoscienza del valore e della dignità della loro vita, che merita di essere curata e sostenuta fino alla sua fine naturale".
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