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Soros ha pompato più denaro nelle lobby da quando Trump è presidente che sotto Bush e Obama

© AFP 2021 / Brendan SmialowskiGeorge Soros
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Un gruppo direttamente affiliato alla rete filantropica del miliardario George Soros, che sta iniettando milioni di dollari nella promozione di clausole di sinistra, ha rivelato con orgoglio di aver fatto pressione su senatori e rappresentanti statunitensi negli ultimi tre mesi, per sfidare l'amministrazione Trump.

L’Open society policy centre (OSPC), il braccio della lobby Open Society Foundations di George Soros, ha speso molti più fondi nel lobbying federale durante il mandato presidenziale di Donald Trump che sotto i due suoi predecessori.

Un nuovo resoconto trimestrale di recente pubblicazione depositato presso il Congresso, rivela che l’OSPC ha distribuito fino a 15,9 milioni di dollari per spingere il suo ordine del giorno in Capitol Hill, nel terzo trimestre del 2019. Ciò significa che il gruppo ha speso finora 24,4 milioni di dollari e cioè più di quanto abbia speso nel corso del 2017.

Secondo il documento, l’OSPC dona ad altre organizzazioni che sa possono fare pressione per conto proprio, ha due lobbisti che lavorano sia con i deputati che con i senatori. L’OSPC si è concentrato su questioni relative alla legge sugli stanziamenti del Dipartimento della difesa del Sentato, alla legge sull’autorizzazione della difesa nazionale, alla legge sugli stanziamenti dello Stato e delle operazioni estere, alla legge sul controllo delle esportazioni di armi e alla legge sui poteri bellici.

Solo l’anno scorso l’OSCP ha speso 31,5 milioni di dollari in advocacy, diventando il terzo gruppo di lobbying a Washington DC, e battendo player importanti come Boeing, Amazon e Alphabet.

Le spese sono aumentate quasi del 50% rispetto al 2017, quando esse furono pari a 16,2 milioni di dollari. L’OSPC tende ad aumentare significativamente la sua attività di lobbying nel quarto trimestre di ogni anno, e se questa tendenza sarà confermata, il 2019 sarà l’anno della spesa record.

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A 45 mesi dall’inizio della presidenza di Donald Trump, che è al lavoro per distruggere molte delle leggi adottate da Barack Obama, l’OSPC ha fatto confluire 72 milioni di dollari per influenzare le politiche federali.

Tale cifra rappresenta il 20% in più dei 56,65 milioni di dollari spesi tra il 2002 e il 2016. Il denaro annuale delle lobby è gradualmente aumentato da 330mila dollari nel 2002 a 12,4 milioni di dollari nel 2014, con un calo negli ultimi due anni della presidenza Obama. I dati statistici sono disponibili solo dal 2002, ma la spesa negli anni precedenti non superava il milione di dollari, dato che il lobbying annuale del Fondo di Soros non ha superato i 120mila dollari tra il 2000 e il 2004, secondo il Centre for responsive politics.

Tom Perriello, a capo dei programmi statunitensi dell’Open society foundation, ha dichiarato al Washington free beacon che il gruppo è orgoglioso di “soddisfare l’obbligo morale di sostenere le organizzazioni che si oppongono agli attacchi di odio contro le sinagoghe, le comunità di colore, gli immigrati e i rifugiati”.

Ed ha aggiunto: “Su alcune delle problematiche su cui lavoriamo, storicamente c’era stato un consenso bipartisan. Ma una amministrazione che casualmente e insensibilmente si riferisce a linciaggi e colpi di stato e definisce ‘false’ parti della Costituzione, presenta sfide storiche importanti”.

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