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Omicidio Luca Sacchi, mamma di uno dei killer denuncia il figlio

© Foto : Pixabay/ Dorinel NedelcuPolizia
Polizia - Sputnik Italia
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Arrestati e condotti in carcere i due presunti killer di Luca Sacchi, il giovane personal trainer ucciso a Roma mentre era in compagnia della fidanzata. Il movente forse la droga.

Arrestati dopo l’interrogatorio in Questura i due giovani che si sarebbero macchiati dell’omicidio di Luca Sacchi, il quasi 25enne che con la fidanzata due sere fa a Roma si trovava nei pressi di un pub.

I due accusati di concorso in omicidio sono Valerio Del Grosso e Paolo Pirinio, di 21 anni e romani. Sono stati ora condotti nel carcere di Regina Coeli uno accompagnato dalla polizia e l’altro dai carabinieri.

La mamma del killer denuncia il figlio: “ha fatto una cazzata”

La mamma del ragazzo sospettato di avere ucciso Luca, si è recata ieri sera in un commissariato di polizia accompagnata dall’altro figlio per comunicare i suoi sospetti:

“Temo sia stato mio figlio, forse è coinvolto nell’omicidio di Luca Sacchi, ha fatto una cazzata”.

Queste le parole coraggiose con cui avrebbe denunciato il figlio.

Da qui la svolta che ha condotto al ritrovamento di Del Grosso in un residence hotel in zona Tor Cervara, mentre Pirino è stato trovato sul terrazzo di una palazzina in zona Torpignattara. I due fuggitivi, riferiscono la polizia e i carabinieri, si nascondevano.

Sequestrata l’auto con cui i presunti killer si sono dati alla fuga. Preziosa, inoltre, la collaborazione di alcuni testimoni che hanno fornito elementi fondamentali per individuare i due giovanissimi presunti killer di Luca Sacchi.

Il movente dell’omicidio i soldi e la droga

Stando alla prima ricostruzione di quanto avvenuto, Luca e la ragazza ucraina avevano deciso di comprare droga. Lei aveva molti soldi nello zaino e i ragazzi si erano offerti di portargli la droga. Al loro ritorno, Del Grosso e Pirino portavano con sé una pistola usata prima per minacciare e intimare alla ragazza di consegnare lo zaino con i soldi. Da qui il colpo alla testa dato alla ragazza, la reazione del Sacchi e il tragico epilogo.

L’arma, forse una pistola calibro 38, non è stata ancora ritrovata.
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