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Il Veneto si ridesta: l’autonomia diventa priorità

© Foto : fornita da Edoardo RubiniManifestazione del 22 ottobre a Venezia
Manifestazione del 22 ottobre a Venezia - Sputnik Italia
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Era il 22 ottobre del 2017 quando, tramite referendum, con largo consenso popolare il Veneto votava il suo favore all’autonomia da Roma.

Sono passati due anni esatti e la situazione è rimasta immutata: cambi di governo, indugi e ritardi, Roma, in concreto, non ha ancora fatto passi significativi nel riconoscere questa istanza pienamente legittimata dal risultato referendario.

Ma il Veneto non dimentica e non arretra: nella giornata del 22 ottobre, a Venezia, sul ponte di Rialto è stata indetta una grande manifestazione per ricordare al governo italiano che per il popolo veneto la questione “autonomia” non è né marginale, né tantomeno può passare in second’ordine, ma è la priorità.

Significative le parole del governatore del Veneto Luca Zaia nella stessa mattinata: “Se questi non fanno veloci io prendo le singole materie dell’intesa e una per una le facciamo diventare legge in consiglio regionale Riempiremo di lavoro la Corte costituzionale se poi il governo farà ricorsi”. 

Promotori dell’evento i presidenti di tre sigle “venetiste” di primissimo piano: l’ex consigliere regionale Marino Finozzi leader del “Comitato Veneto Autonomo Subito”, Edoardo Rubini dell’ “Associazione Europa Veneta” e Palmarino Zoccatelli del “Comitato Veneto Indipendente”. La Liga Veneta (Lega) ha dato il suo appoggio alla manifestazione; significativa, inoltre, la presenza del presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti e di numerosi consiglieri regionali tra cui Stefano Valdegamberi,  Luciano Sandonà, Alessandro Montagnoli..

Sputnik Italia ha raggiunto gli organizzatori della manifestazione per un commento a caldo sul risultato dell’evento.

© Foto : fornita da Edoardo RubiniMarino Finozzi, Palmarino Zoccatelli, Edoardo Rubini
Il Veneto si ridesta: l’autonomia diventa priorità - Sputnik Italia
Marino Finozzi, Palmarino Zoccatelli, Edoardo Rubini

Marino Finozzi si è soffermato sul significato politico dell’evento:

— Una manifestazione con più significati, sicuramente il più importante riguarda la necessità di sensibilizzare il governo statale sull’urgenza di avere una risposta concreta, l’Italia senza una seria e radicale riforma in senso federale è destinata al fallimento com’è successo alla Grecia. Solo con la responsabilizzazione delle singole Regioni lo spreco di denaro pubblico sarà pagato da chi lo produce.

— La questione quindi rimane aperta, quali i prossimi passi?

— Il Presidente Zaia oggi ha indicato un percorso istituzionale chiaro che obbligherà lo stato centrale a dare delle risposte e finalmente chiarire cosa vuol fare. Noi come comitati nati spontaneamente dal basso manterremo alta l’attenzione sul tema con altre iniziative di piazza.

Non solo autonomia, in prospettiva anche l’indipendenza

Edoardo Rubini ha illustrato i motivi che hanno spinto l’Associazione “Europa Veneta” a promuovere questa manifestazione:

— Ci siamo mossi soprattutto per dare una speranza ai cittadini. Dal tempo delle rivendicazioni della prima Liga Veneta, negli anni ‘80 ad oggi, abbiamo assistito ad un processo contradditorio: vi è la crescente coscienza dei Veneti di essere una Nazione autonoma, quindi c’è stata una grande crescita culturale. Al contrario, sul piano politico stiamo arretrando. Dopo la formazione delle Regioni a Statuto Speciale negli anni ‘70, gli ultimi decenni sono stati segnati dalla forte compressione delle autonomie locali. 

— Quali sono gli ostacoli all’autonomia?

— Una spinta all’accentramento del potere l’ha data l’Unione Europea, formata da oligarchie che non rappresentano i popoli, ma gli interessi del sistema bancario privato. La grande concentrazione di potere verso l’alto si è determinata con l’interminabile crisi economica cagionata dalla rigidità del sistema monetario europeo: lo Stato italiano sta depredando il territorio e ha tagliato brutalmente i bilanci di Regioni ed Enti Locali. 

— Quali obiettivi pratici vi proponete per il prossimo periodo?

— Il Veneto deve staccarsi dalla politica italiana e puntare il più possibile all’indipendenza. È necessario che le forze che più rappresentano il territorio si uniscano e prendano le distanze dal nazionalismo italiano, che è la nostra rovina. Una Nazione non può vivere felice sotto occupazione. 

— Qual è l’aspetto migliore di queste iniziative e quali, invece, le eventuali amarezze?

— Promuoviamo da anni la festa di San Marco nella omonima piazza il 25 aprile. È sempre bellissimo vedere l’entusiasmo della gente che per qualche ora assapora la libertà di esprimersi come popolo.  È però un dramma l’assenza di una classe dirigente libera e con ampie prospettive: la gente comune deve arrangiarsi da sola per ogni cosa, mancano politici che diano indirizzi chiari e decisi, lo si vede anche nelle nostre manifestazioni che non c’è una leadership. Il Veneto è un Paese occupato, anche sul piano militare, quindi non è facile formare un movimento compatto.

© Foto : fornita da Edoardo RubiniManifestazione del 22 ottobre a Venezia
Manifestazione del 22 ottobre a Venezia - Sputnik Italia
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Manifestazione del 22 ottobre a Venezia
© Foto : fornita da Edoardo RubiniPonte di Rialto
Ponte di Rialto - Sputnik Italia
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Ponte di Rialto
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Ponte di Rialto - Sputnik Italia
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Ponte di Rialto
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Manifestazione del 22 ottobre a Venezia
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Ponte di Rialto

Valenza storica dell’evento

Palmarino Zoccatelli, da parte sua, ha sottolineato la valenza storica ed anche simbolica della cadenza, non casuale, che ricorre sulla data del 22 ottobre: 

— La manifestazione di oggi ha una duplice valenza: ricordare che sono trascorsi esattamente due anni dal referendum del 2017 con il quale quasi 2.400.000 veneti con il 98,1% di favorevoli ha votato per avere l’autonomia dallo stato centrale; ma ricordare anche la stessa data del 1866 nella quale si tenne il plebiscito truffa, con voto palese sotto occupazione militare piemontese, per l’annessione del Veneto al neonato regno d’Italia, in palese violazione degli accordi internazionali. La concessione dell’autonomia al Veneto sarebbe doverosa in quanto sanerebbe in parte l’usurpazione e il torto del 1866. Per noi del Comitato Veneto Indipendente la tappa finale dovrebbe essere l’indipendenza piena e il ritorno ad un nostro stato sovrano, con alla base i valori e principi religiosi e morali cattolici, che furono della gloriosa Repubblica di Venezia, la Serenissima.

— Si sono viste anche bandiere della Catalogna, ci sono parallelismi?

— Si certo! Anche i catalani sono un antico popolo europeo che ambisce a recuperare la propria indipendenza persa in passato. Purtroppo oggi stanno subendo una dura repressione giudiziaria e poliziesca da parte del governo centrale spagnolo. Mi auguro che entrambi i popoli, catalani e venti, possano presto raggiungere i propri obiettivi.  
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