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Catalogna: barricate, incendi e proiettili di gomma, continuano gli scontri - video

© AP Photo / Felipe DanaManifestanti nelel strade di Barcellona
Manifestanti nelel strade di Barcellona - Sputnik Italia
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Oltre agli scontri a Barcellona, che si sono intensificati dopo l'incendio delle barricate di ieri, in nottata ci sono stati scontri e cariche a Tarragona, Girona e Sabadell, dopo il lancio di oggetti contro gli agenti.

Dopo le proteste e gli incidenti di lunedì all'aeroporto di El Prat in risposta alla sentenza della Corte suprema contro i leader indipendentisti catalani le manifestazioni si sono state spostate martedì nel centro della città, con la sede della Delegazione del Governo (il palazzo del governo centrale spagnolo) come obiettivo principale.

Lì le organizzazioni per l'indipendenza si sarebbero radunate alla fine delle diverse marce che hanno percorso la città di Barcellona a partire dalle prime ore del pomeriggio. Dalle sei in poi, tutte le strade intorno al quartier generale della delegazione sono state bloccate  e alle sette in punto migliaia di persone hanno occupato tutti gli accessi.

Nella via Mallorca, una delle strade principali, si sono vissuti i momenti di maggiore tensione delle proteste quando i manifestanti hanno cercato di abbattere le barriere di sicurezza lanciando bottiglie, uova, petardi e razzi contro il Mossos d'Esquadra e la polizia nazionale. 

Dopo questa giornata di manifestazioni, caos e violenze contro la polizia in Catalogna, 74 persone sono rimaste ferite, 37 a Barcellona, secondo fonti sanitarie. Vi sono stati inoltre un totale di 25 arresti, 3 a Barcellona, 13 a Tarragona, 8 a Lidaida e uno a Sabadell, la maggioranza per disordine pubblico e attacco contro l'autorità.

Martedì il governo spagnolo ha nuovamente avvisato che assumerà il controllo diretto in Catalogna se i disordini continueranno. 

La condanna dei leader indipendentisti catalani

La Corte Suprema ha dichiarato lunedì che i politici incarcerati sono stati coinvolti in atti di violenza "innegabili" durante il tentativo della Catalogna di ottenere l'indipendenza da Madrid nel 2017.

Il verdetto più duro è stata quello per l’ex presidente della Catalogna, Oriol Junqueras, che è stato condannato a 13 anni di carcere e altri 13 anni d'interdizione assoluta per il crimine di sedizione aggravato da un altro di appropriazione indebita.

L'ex premier catalano Carles Puigdemont, che ha guidato il movimento per l'indipendenza, ha twittato dall'esilio in Belgio, chiamando il verdetto una "atrocità". La Spagna, da parte sua, ha rinnovato la sua offerta per riprendersi il politico catalano e ha emesso un nuovo mandato di arresto europeo per lo stesso Puigdemont.

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