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Giappone: continua a salire il numero delle vittime del tifone Hagibis

© AP Photo / Toru HanaiIl tifone Hagibis in Giappone
Il tifone Hagibis in Giappone - Sputnik Italia
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In dati precedenti parlavano di 61 morti e 13 dispersi dopo che il Giappone è stato investito dalla furia distruttrice del tifone Hagibis tra sabato e domenica, per i metereologi il più potente degli ultimi 60 anni.

Fino a ora sono 66 le vittime confermate dopo il passaggio del potente tifone Hagibis in Giappone, 15 persone sono disperse, 212 sono rimaste ferite, secondo quanto riferito a Sputnik.

Il tifone Hagibis, accompagnato da forti piogge e da un forte vento si è abbattuto il territorio giapponese sabato e domenica. Numerosi argini sono stati distrutti allagando circa diecimila case. Le prefetture di Fukushima, Miyagi, Kanagawa, Tochigi, Saitama, Nagano, Shizuoka sono i territori maggiormente colpiti del tifone.

Nella prefettura di Chiba durante il tifone è stato persino rilevato un tornado.

Per far fronte all'emergenza il governo di Tokyo ha dispiegato in questi due giorni l'imponente numero di 110000 soldati delle forze di autodifesa giapponesi, vigili del fuoco, polizia e servizi di sicurezza marittima nelle regioni più colpite da Hagibis, specialmente a Nagano, con la città è stata anche colpita dall'esondazione del fiume Chikuma e dove l'acqua ha raggiunto i cinque metri di altezza.

I soccorritori qui sono stati costretti a utilizzare elicotteri e barche per salvare i residenti da morte certa, con alcuni che sono stati portati via mentre si trovavano sui balconi al secondo piano.

I contenitori radioattivi di Fukushima trascinati via dalle acque del tifone.

L'acqua piovana, che ha allagato alcune zone della prefettura di Fukushima, attraverso lo scorrimento sul terreno potrebbe aver trascinato con sé i radiouclidi (nuclidi instabili che decadono emettendo energia sotto forma di radiazioni), trasportando questi elementi fino al mare. Oltre a questi radionuclidi, alcuni sacchi di materiale contaminato da radioattività, che erano al momento situati in un deposito provvisorio, sono stati trasportati dalle piogge verso i fiumi e di conseguenza hanno raggiunto il mare

Funzionari della città di Tamura, nella prefettura di Fukushima, hanno ispezionato a valle il sito, dichiarando che sono stati recuperati sei sacchi "con il loro contenuto intatto", ma "alcuni sacchi potrebbero essere stati trascinati più a valle dal fiume". I funzionari affermano anche che i sacchi, che contengono suolo, erba e legno rimossi durante i lavori di decontaminazione, hanno ciascuno un peso che varia da qualche centinaia di chilogrammi a una tonnellata.

 

 

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