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“Mai visto un rublo, mai chiesto un euro” – Salvini sul caso Metropol

© AP Photo / Christophe EnaMatteo Salvini
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Ai giornalisti che gli chiedevano indiscrezioni sul caso delle intercettazioni al Metropol di Mosca, Matteo Salvini ha risposto tra lo stizzito ed il sarcastico: “Parliamo di cose serie, questa non è seria”.

Ha risposto così l’ex Ministro degli Interni ai giornalisti che in Senato, a margine di una conferenza stampa, gli chiedevano indiscrezioni sul caso del presunto 'pizzino' del Metropol:

“Non c’è un dollaro, un fiorino, un rublo, io non ho mai visto o chiesto un euro. Possono fare e pubblicare tutti i disegnini che vogliono, aspettiamo che si chiuda l’inchiesta, che è aperta da più di un anno. Parliamo di cose serie, questa non è una cosa seria”.

Il termine ‘disegnini’ sarebbe nella circostanza un riferimento alla foto del pezzo di carta che conterrebbe i dettagli di quello che sarebbe stato l’accordo raggiunto tra i partecipanti all’oramai famoso incontro del Metropol di Mosca avvenuto il 18 ottobre dell’anno scorso e oggetto dell'articolo de  ‘La Repubblica’ di ieri e de ‘Il Fatto Quotidiano’ oggi. Quella foto sarebbe quanto trovato dalla Procura di Milano nei cellulari dei tre italiani indagati per corruzione internazionale nell’ambito del cosiddetto Russiagate - Gianluca Savoini, Gianluca Meranda e Francesco Vannucci.

La foto trovata nei cellulari sequestrati non sarebbe altro che l'istantanea di quel foglio nel quale sarebbero state appuntate le percentuali da dividere tra la Lega (4%) e gli intermediari russi (6%) nella compravendita di una partita di gasolio del valore di un miliardo e mezzo. Secondo i media italiani questa sarebbe la prova che quella mattina al Metropol sarebbe stato stipulato un accordo. Presunto accordo su di un contratto di fornitura però mai andato in porto e per altro ‘pensato a tavolino’ tra chi non avrebbe comunque avuto il potere di realizzarlo. Nella peggiore delle ipotesi un caso di processo alle intenzioni. 

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"Apprendo la notizia dalla stampa. In mancanza di atti ufficiali non posso che ribadire la nostra serenità nell'attendere l'esito delle indagini" ha commentato Ersi Bozheku, legale di Francesco Meranda e Gianluca Vannucci.

Il grande impatto mediatico della questione dei presunti fondi neri alla Lega provenienti dalla Russia aveva avuto il suo culmine nel febbraio scorso con la pubblicazione dell'esclusiva de l'Espresso nella quale si accusava apertamente il Governo russo di aver voluto sostenere l'allora vicepremier Matteo Salvini in vista delle elezioni europee attraverso un finanziamento camuffato da compravendita di carburante. Compravendita però sempre rimasta sulla carta. Titolo di quel numero de l'Espresso era "3 milioni per Salvini" e la copertina riportava una caricatura del presidente russo che passava una mazzetta di rubli al leader leghista in campagna elettorale.

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