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Aumento IVA: M5S ribadisce il no, sì alle rimodulazioni

© AP Photo / Jan BauerMonete in euro
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Confusione all’interno del M5s su aumento dell’Iva, rimodulazione e aumento selettivo. Fonti interne al Movimento ribadiscono il no all’aumento. Ma la rimodulazione si farà.

I giornali animano il M5S che, a seguito di alcuni articoli apparsi in queste ore sulla questione dell’aumento IVA e sulle possibili rimodulazioni della stessa, precisano che “l’IVA non deve aumentare”.

A scuotere il M5S sono quelli che loro considerano “giochini e giri di parole”. Ma ribadiscono che il governo gialloverde è nato “su due principi fondanti: blocco dell’Iva e taglio dei parlamentari”. E minacciano, che se uno dei due pilastri dovesse venire giù, anche questo governo non avrebbe più senso di proseguire la sua avventura iniziata appena un mese fa.

Interviene il viceministro all’Economia Laura Castelli

Ma è la stessa deputata di partito del M5S Laura Castelli e viceministro all’Economia, a chiarire come stanno realmente le cose durante una intervista rilasciata al quotidiano La Stampa: “Sull’Iva nessun tabù”.

La confusione è derivata dal fatto che da un lato si parla di sterilizzazione dell’Iva, per cui il Governo ha trovato i 23 miliardi di fondi necessari, dall’altra si è aperto un nuovo dibattito sulla rimodulazione delle aliquote Iva che non significa aumento dell’Iva selettivo.

L’onorevole Castelli a riguardo fa degli esempi molto chiari. Per il viceministro non è possibile che l’Iva sulle patatine fritte sia al 4%, mentre sui beni da collezione è al 10%. Così come è assurdo per l’onorevole che sugli assorbenti femminili l’Iva sia al 22%. Su quest’ultimo bene, ricorda la Castelli, “nei mesi scorsi abbiamo tentato senza successo di abbassare l’imposta”.

La rimodulazione dell’Iva si farà

Nel dibattito sulla rimodulazione dell’Iva interviene il neo ministro agli Affari regionali Francesco Boccia (Pd), che intervistato dal quotidiano Avvenire conferma la rimodulazione dell’Iva.

“Ci sono situazioni ingiuste” afferma e vanno sanate.

Quali sono le aliquote Iva e come verrebbe rimodulata?

Il nostro sistema nazionale prevede tre aliquote Iva applicate a differenti beni e servizi.

  • Iva al 4%: è l’aliquota minima applicata sui generi alimentari di prima necessità come il latte, il pane, la pasta e l’olio, ed anche sui prodotti editoriali e un’ampia serie di altri beni destinati agli indigenti.
  • Iva al 10%: è l’aliquota ridotta applicata ad esempio sui servizi turistici (alberghi, ristoranti, campeggi) e su prodotti alimentari quali carne, birra, crostacei. Ed ancora, nel settore edilizio, si applica alle ristrutturazioni.
  • Iva al 22%: l’aliquota ordinaria si applica al resto dei beni e servizi non inclusi dalla normativa nelle precedenti due aliquote ridotte.

Per quanto riguarda la rimodulazione dell’Iva, allo studio ci sarebbe la riduzione dal 4% all’1% dell’Iva sul latte e pane: proposta annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Inoltre vi sarebbe allo studio una misura per ridurre l’Iva sulle bollette dal 10% al 5%.

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