Gedu Andargachew: non parliamo della base russa in Etiopia

© Sputnik . Vladimir Pesnya / Vai alla galleria fotograficaIl ministro etiope degli Esteri Gedu Andargachew
Il ministro etiope degli Esteri Gedu Andargachew - Sputnik Italia
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La questione dell’apertura in Etiopia di una base militare russa non è oggetto di discussione, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Sputnik il ministro etiope degli Esteri Gedu Andargachew.

Tuttavia, l’Etiopia è pronta ad approfondire la collaborazione con la Russia per aprire a quest’ultima “le porte dell’Africa”. Addis Abeba sta spingendo società russe a investire nell’economia etiope e, innanzitutto, nel settore dell’idroelettrico, delle ferrovie e dell’energia nucleare.

L’Etiopia ha svolto un ruolo importante di intermediario per il raggiungimento del trattato di pace in Sudan. Verranno intraprese altre misure per garantire l’attuazione di quel trattato?

Sì. Mi permetta di dire che i popoli sudanese ed etiope sono popoli vicini per cultura e rapporti di amicizia. Un problema che sorge in Sudan si ripropone poi in Etiopia. La risoluzione pacifica della controversia in Sudan la riteniamo parte di un processo di pace che ci riguarda da vicino perché l’instabilità in Sudan non interessa solo i Paesi vicini, ma l’intera regione e, in particolare, il Corno d’Africa. Per questo, dobbiamo presentarci come intermediari, promuovere il dialogo fra le controparti in Sudan. La cultura del Sudan permette a più comunità di convivere. La loro è una bella cultura. Anche se si professano religioni diverse, in Sudan si può discutere e trovare una soluzione. Quello che facciamo noi è spingere i fratelli e le sorelle sudanesi a sfruttare il loro ingegno, ovvero la capacità di risolvere i problemi tramite un dialogo continuo. Grazie a ciò anche l’Etiopia prende parte come intermediario ai negoziati e questo approccio è diventato esemplare per gli altri Paesi africani: risoluzione africana dei problemi africani. Il risultato è evidente.

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Il nostro principio fondante nei negoziati con i sudanesi è stato innanzitutto quello del rispetto da parte del governo etiope della sovranità sudanese. Noi abbiamo avvertito il popolo e, in particolare, il governo sudanese dell’opposizione circa il coinvolgimento di stranieri negli affari interni. Abbiamo spinto le parti sudanesi del processo a condurre i negoziati e a raggiungere un accordo. Dunque, per prima cosa abbiamo rispettato la sovranità del Sudan. E in secondo luogo desideravamo che il Sud divenisse democratico cosicché il comitato militare transitorio trasmettesse i poteri a un governo civile. Questo era il principio che ci ha guidato ed è quello che abbiamo fatto.

Ciò significa che il lavoro è concluso?

L’Etiopia vuole che il Sudan sia una nazione forte e ricca. Se in Sudan vi sono pace, stabilità e benessere, questo contribuirà anche allo sviluppo e alla pace dell’Etiopia. Per questo vogliamo spingerli a giungere a un accordo. Siamo contenti di vedere che è avvenuto.

Al momento il Consiglio militare transitorio e le forze di opposizione Forces for freedom and change stanno trovando un punto di incontro, stanno discutendo l’accordo raggiunto e si stanno dividendo i poteri perché il Sudan possa crescere. L’Etiopia resterà sempre accanto al popolo e al governo sudanesi per sostenere questo processo. Questo risultato positivo dovrà permettere al Sudan di diventare una nazione democratica.

In altre parole, si tratta di una questione non più solo etiope ma a livello di Unione africana?

Sì. E questo è anche meglio. Non solo l’Etiopia da sola, ma anche l’Unione africana hanno interesse ad aiutare il popolo sudanese a muoversi in una direzione positiva.

Il ministro russo degli Esteri Sergey Lavrov ha dichiarato che Russia ed Etiopia hanno raggiunto degli accordi nel settore dell’approvvigionamento militare. Di quali accordi si tratta?

Stiamo discutendo di come rafforzare i rapporti tra Russia ed Etiopia nel campo della tecnologia e della scienza. La Russia è una nazione avanzata nel settore, l’Etiopia vorrebbe imparare dagli esperti russi. Abbiamo discusso come rafforzare la nostra collaborazione in questo settore e anche in quello dell’istruzione.

Durante il periodo sovietico più di 24.000 studenti studiarono e diedero il proprio contributo allo sviluppo dell’Etiopia. Anche la Russia continua a sostenere l’Etiopia nel settore dell’istruzione e della scienza. Voglia rafforza questa collaborazione.

I rapporti commerciali tra Russia ed Etiopia non sono molto sviluppati. Vogliamo rafforzarli. Le società russe vengono nel nostro Paese per investire. Ma oggi nel nostro Paese investono Paesi molto diversi: Cina, India, Paesi del Medio Oriente, dell’Europa. Stiamo spingendo i russi a portare le società russe in Etiopia, a farle partecipare a progetti in ambito economico. Ci capiamo bene in questo ambito.

Relativamente al settore estrattivo Russia ed Etiopia hanno opportunità di cooperazione. In Etiopia vi sono società russe che si occupano di prospezione di giacimenti di idrocarburi. Vogliamo che ci siano più società russe a lavorare nel settore estrattivo etiope.

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Quanto al campo dell’approvvigionamento militare, ne discutiamo con la Russia da 120-130 anni ormai. I nostri soldati utilizzano prevalentemente attrezzatura russa. Vogliamo sviluppare la collaborazione già esistente e migliorarla ulteriormente. Abbiamo parlato di questo nei negoziati di Mosca.

Un altro tema importante è la necessità di rafforzare la nostra cooperazione sulle questioni internazionali e, in particolare, sulla lotta al terrorismo. Abbiamo parlato di molte cose, ma ci servono più accordi.

E cosa mi dice riguardo all’ammodernamento delle attrezzature militari russe presenti nei vostri armamenti?

È in corso. La Russia e le forze armate etiopi stanno lavorando di concerto e vogliamo continuare a farlo tramite accordi bilaterali.

Le ferrovie di stato russe, RZD, hanno manifestato il proprio interesse verso progetti da realizzare in Etiopia. Sono in corso le trattative?

Abbiamo sollevato la questione ai negoziati a Mosca: ci auspichiamo l’arrivo di società russe che partecipino alla costruzione delle ferrovie in Etiopia. Discuteremo nel dettaglio la questione, ma in linea generale accogliamo con favore investimenti di società russe in Etiopia.

Molte società russe stanno già lavorando in Etiopia. Ad esempio, al momento sono in corso le trattative con Rosatom per la costruzione di una centrale nucleare. Anche le RZD hanno manifestato il loro interesse per progetti infrastrutturali in Etiopia. Le trattative sono concluse?

Discuteremo nel dettaglio tali questioni, ma in linea generale accogliamo con favore investimenti di società russe in Etiopia. Stiamo tentando di attirarli nel nostro mercato. Al momento non abbiamo ancora trattative dettagliate.

Quanto al settore idroelettrico, il governo etiope desidera che le società russe prendano parte all’ammodernamento della centrale idroelettrica costruita ancora ai tempi dell’Unione sovietica. La partecipazione di società russe al progetto sarà utile a entrambe le parti coinvolte. Il problema riguarda le norme: infatti, la società deve passare attraverso un bando di selezione. Invitiamo Rosatom a partecipare al bando di selezione: questo aiuterebbe il governo a prendere una decisione. In caso contrario per legge sarebbe impossibile affidare il progetto alla società russa.

Ad aprile Russia ed Etiopia hanno firmato una tabella di marcia per cooperare nella costruzione di una centrale nucleare e un dipartimento per la ricerca nucleare in Etiopia. Dispone di dati concreti a riguardo?

Vogliamo avere una centrale nucleare. E questo sarebbe possibile grazie ai russi. Sono in corso le trattative. Speriamo di riuscire a sottoscrivere un accordo a ottobre durante il vertice Russia-Africa.

Avete già selezionato un luogo per la centrale nucleare in Etiopia?

Non ancora. Sono in corso le trattative e lo decideremo insieme ai russi.

Considerata la collaborazione di lunga data tra Russia ed Etiopia nell’ambito dell’approvvigionamento militare è possibile che si parli dell’apertura di una base militare in Etiopia?

No. Non parliamo di questo tema.

È a conoscenza del livello a cui sarà rappresentata l’Etiopia in occasione del vertice Russia-Africa che si terrà a ottobre a Sochi?

Certo. L’Etiopia sarà rappresentata ad alto livello. Tuttavia, ancora non è noto chi andrà al vertice.

Il presidente russo durante il vertice “Nuova via della seta” tenutosi a Pechino ha invitato il vostro premier in Russia. Quando vi si recherà?

Il nostro premier è molto occupato al momento. Ma sono sicuro che verrà il prima possibile.

Entro la fine dell’anno?

Non so dirle quando sarà, ma sono sicuro che verrà.

Qual è la conclusione più importante a cui siete giunti con l’incontro di Mosca?

La visita in Russia è stata bellissima. Era la mia prima volta a Mosca, ho percepito un’ottima accoglienza da parte dei russi. Nei momenti difficili per l’Etiopia la Russia ci è sempre stata vicina. La Russia è un partner affidabile per noi.

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Siamo venuti per rafforzare la collaborazione fra i nostri due Paesi. I negoziati sono stati proficui. I rapporti fra i nostri Paesi ci porteranno ad espandere in maniera concreta i settori di collaborazione sia a livello bilaterale sia a livello internazionale.

Ci siamo accordati sulla necessità di continuare i lavori della Commissione governativa russo-etiope la cui seduta si terrà a San Pietroburgo il prossimo mese. Continueremo a intrattenere i nostri contatti in occasione del vertice Russia-Africa.

Se i rapporti russo-etiopi si rafforzeranno, l’Etiopia aprirà le porte dell’Africa alla Russia perché l’Etiopia vanta una posizione strategica nel continente africano. Entrambi i popoli traggono beneficio dallo sviluppo di queste relazioni.

Chiaramente per ora non posso definire strategico il nostro partenariato, ma abbiamo convenuto di migliorarlo il più possibile.

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