Elezioni Israele: Netanyahu testa a testa e senza maggioranza

© REUTERS / Amir CohenIl primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu
Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu  - Sputnik Italia
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Risultati non ancora ufficiali quando ancora sono in corso gli scrutini per l’elezione della nuova Knesset, ma secondo exit polls prima, e proiezioni ufficiali che iniziano ad arrivare ora, si preannuncia un testa a testa tra il Likud di Nethanyau e il ‘Blue and White’ di Benny Gantz con la destra dell’ex Generale Lieberman ad ago della bilancia.

Il partito del Primo Ministro in carica Benjamin Netanyahu e quello del suo principale sfidante, Benny Gantz, sarebbero testa a testa con 32 seggi ciascuno secondo i primi dati ufficiali che arrivano dagli scrutini e rilanciati dai media internazionali. Il Jerusalem Post titola addirittura che si preannuncia una vera e propria posizione di stallo.

In effetti per avere la maggioranza servono 61 seggi alla Knesset, il Parlamento israeliano che ricordiamo viene eletto a maggioranza pura, ed entrambi gli schieramenti sembrano quindi ben lontani dal raggiungimento dell’obiettivo direttamente.

Nel dettaglio, secondo gli ultimi aggiornamenti la situazione sarebbe la seguente: Likud 28.21% - Blue and White 27.59%, Shas 8.42%, Yisrael Beytenu 7.76%, UTJ 7.34% Yamina 6.76%, Labor 5.11%, Democratic Union 4.31%, the Joint List 1.45% Otzma Yehudit 2.18%.

Si presume che anche coalizzandosi con altre forze minori difficilmente Benjamin Netanyahu potrà arrivare a superare i 56 seggi, rimanendo quindi lontano dalla quota minima di 61 necessaria a governare. Probabilmente l’ago della bilancia non potrà che essere il partito Yisrael Beiteinu dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman, che però ha appena ribadito che sosterrebbe solo un governo composto da Likud e Blue e White insieme i quali, invece, almeno in campagna elettorale, proprio questa eventualità avevano più o meno esplicitamente escluso.

Benjamin Netanyahu, il leader di Israele da più tempo in servizio, si è candidato per il quinto mandato consecutivo. Alla guida del partito Likud di destra, in campagna elettorale aveva giocato la carta dell’impegno ad annettere gli insediamenti ebraici e i territori occupati nella Cisgiordania.

I palestinesi, che cercano di veder riconosciuto un loro Stato in Cisgiordania e Gaza, con capitale nella Gerusalemme est occupata, hanno avvertito che una tale mossa porrebbe fine ad ogni speranza di pace.

Gantz, che guida il partito di centro chiamato ‘Blu e Bianco’ (Blue and White), non ha sostenuto alcuna forma di annessione anche se la sua posizione sulla creazione di uno stato palestinese non è chiara. Come Netanyahu ha però escluso la divisione di Gerusalemme, che Israele considera la sua capitale.

Per molti queste elezioni sono una sorta di referendum sugli ultimi 10 anni di mandato di Benjamin Netanyahu il quale ha puntato gran parte della sua campagna elettorale sulla reiterazione del messaggio del pericolo iraniano, quello palestinese e le forti alleanze internazionali, prime tra tutte quella con gli USA.

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