E-cig: l'Istituto superiore di sanità propone divieti come per i fumatori di "bionde"

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Dopo il quinto decesso negli Usa di un fumatore di e-cig, anche in Italia si studiano misure preventive.

Le sigarette elettroniche potrebbero ricadere sotto le norme che vietano il tabacco: l'Istituto superiore della sanità sta valutando l'ipotesi di introdurre, come già accade per le “bionde”, la dicitura “può nuocere alla salute” nonché il divieto di pubblicità e di utilizzo nei luoghi pubblici anche per le e-cig. L'allarme è giunto dagli Usa dove alcuni giorni fa una quinta persona, fumatrice di sigarette elettroniche, è morta per una malattia ai polmoni.

I motivi, ancora da stabilire con certezza, potrebbero essere addebitati all'introduzione di un additivo contenente vitamina E, presente nelle ricariche che si acquistano al mercato nero a base di marijuana.

Secondo Roberta Pacifici, dirigente di ricerca dell'Iss e responsabile del Centro nazionale dipendenze e doping, il problema delle sigarette elettroniche è anche legato all'acquisto dei liquidi ricaricabili nel commercio on line non autorizzato e quindi esente dai controlli.

Per non parlare poi di chi non solo non acquista i liquidi in commercio ma ricorre al fai-da-te, inserendo nell'apparecchio altri tipi di sostanze.

Uno studio specifico sugli effetti per capire il grado di nocività dell'e-cig non è ancora stato istituito. Resta il fatto che delle 900mila persone in Italia che fumano le sigarette elettroniche, l'80% fuma anche il tabacco, rendendo così ancora più difficoltosa l'individuazione degli effetti nocivi.

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