Archeologi scoprono due incredibili statuette di drago in Mongolia - Foto

© Fotolia / Lukasz SzczepanskiDrago d'oro
Drago d'oro - Sputnik Italia
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Il ritrovamento di due statuette raffiguranti una creatura non tipica per la cultura mongola ha gettato nuova luce sui rapporti tra due antiche popolazioni.

L'équipe di esperti era al lavoro su una antica città funeraria situata nel nord della Mongolia e appartenente agli Xiongnu, un popolo di nomadi della steppa.

In una delle circa 400 tombe facenti parti del complesso archeologico, la M189, è stato ritrovato un gran numero di oggetti preziosi in oro, argento, bronzo, giada e di legno, a testimonianza del fatto che essa doveva appartenere ad una famiglia di aristocratici.

Tra i tanti oggetti disposti in vari luoghi della camera funeraria, tuttavia, ad attirare maggiormente l'attenzione degli archeologi sono state le due statuette che rappresentano dei draghi cinesi.

Le due figure, molto simili l'una all'altra, sono fatte di argento ma sono ricoperte d'oro, mentre la loro larghezza è di 8 centimetri. 

Secondo Lan Wanli, l'archeologo a capo della spedizione cinese, si tratta di due lavori davvero molto pregiati, come testimoniato dalla grande qualità dei dettagli di alcune delle parti del corpo delle due creature.

"L'artista deve aver dedicato molto tempo per scolpire in questo modo le corna, gli occhi e la dentatura della creatura. Addirittura le piume sono state realizzate in maniera estremamente dettagliata", ha dichiarato Wanli.

La scoperta ha lasciato basiti gli studiosi, che non sono riusciti a spiegare come facesse un oggetto creato nello stile tipico della dinastia cinese Han, a trovarsi in un territorio che non faceva parte dell'antico Impero cinese.

"Questi reperti sono nello stile tipico della dinastia Han occidentale, che regnò tra il 206 A.C. e il 25 D.C.), ha continuato l'archeologo.

L'esperto ha spiegato che la presenza delle due statuette in territorio mongolo è una testimonianza diretta dell'interazione culturale e probabilmente anche economica tra gli Xiongnu e gli Han, precisando inoltre che i proprietari della tomba M189 dovevano essere delle persone altolocate nella società mongola.

"Si tratta di una delle tombe più ricche tra quelle dell'aristocrazia mongola che sono state scoperte fino ad ora in Russia e in Mongolia", ha affermato Lan.

Gli Xiongnu furono una confederazione nomade di tribù dell'Asia centrale e da noi sono conosciuti meglio come Unni.

Con un’area di 9.000.000 kmq, quello degli Unni fu lo stato più vasto dell’antichità in assoluto.

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