Scoperto incredibile satellite extrasolare completamente ricoperto di lava

© Foto : Pixabay CC0Mondo vulcanico - rappresentazione artistica
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Scienziati dell’Università di Berna annunciano di aver molto probabilmente scoperto uno straordinario esosatellite, cioè il satellite di un pianeta extra solare. Le caratteristiche di questo corpo celeste sarebbero tutt’altro che adatte alle esplorazioni spaziali umane ma molto interessanti per gli amanti delle curiosità scientifiche.

Sebbene gli scienziati abbiano scoperto già quasi 4.000 esopianeti, i ricercatori non sono ancora riusciti a confermare con esattezza l'esistenza anche di una sola Luna extrasolare. Nell'ottobre 2018 uno studio suggeriva che forse il pianeta Kepler-1625b, distante 8.000 anni luce da noi, potrebbe avere una sua Luna, cioè un satellite che gli orbita intorno, ma questo non è ancora stato confermato scientificamente.

Ora, un nuovo studio suggerisce che una Luna extrasolare potrebbe esistere molto più ‘vicina’, a soli (si fa per dire) 550 anni luce dalla Terra e orbiterebbe attorno ad un pianeta gigante gassoso chiamato WASP 49-b. Ma non si tratterebbe della solita Luna, si tratterebbe di un pianetino roccioso ma vulcanico, completamente ricoperto di lava e che erutterebbe in continuazione emettendo sodio e potassio nello spazio.

La Luna che si immagina orbiti intorno a WASP 49-b sarebbe come una versione estrema delle Lune vulcanicamente attive che orbitano attorno a Giove, secondo quanto dichiarato dall'Università di Berna in Svizzera.

"Dovrebbe trattarsi di un mondo vulcanico inaccessibile con una superficie fusa di lava, una versione lunare di super-terre calde come 55 Cancri-e (pianeta extrasolare con una massa almeno 8 volte quella terrestre completamente ricoperto di lava che dista circa 40 anni luce da noi)", ha dichiarato Apurva Oza, capo dello studio post-dottorato presso l'Istituto di fisica dell'Università di Berna.

​Pianeti, corpi celesti non dotati di luce propria ed esosatelliti in particolare, sarebbero generalmente troppo piccoli e scuri da poter essere rilevati usando normali telescopi. Anche il metodo fotometrico del transito (variazione di luminosità di una stella quando vi passa davanti un pianeta) è in molti casi insufficiente.

Ma in questo studio Oza e il suo team hanno proposto che due gas, sodio e potassio, potessero essere usati per rilevare corpi celesti geologicamente attivi.

Un decennio fa, un gruppo di ricercatori aveva dimostrato che il sodio trovato lontano da un esopianeta sarebbe potuto provenire da una luna nascosta o da un anello di materiale gassoso. Nel caso del pianeta Wasp 49-b, ricerche precedenti avevano rivelato che il pianeta conteneva gas di sodio ad altitudini del tutto ‘insolite’.

"Il gas di sodio neutro è così lontano dal pianeta che, molto probabilmente, non sarà semplicemente espulso da un vento planetario", ha detto Oza.

Quando gli scienziati hanno confrontato la quantità di sodio effettivamente osservata nel sistema, hanno dedotto che tutte quelle emissioni in quota di Wasp 49-b non potevano che essere causate da una esoluna altamente vulcanica in eruzione perenne che riempiva l’orbita di emissioni. Un mondo infernale completamente ricoperto di lava.

"Sono necessarie più osservazioni e modelli per essere certi", ha ovviamente agginto Oza. Certamente si tratta dell’ennesima osservazione di fenomeni e corpi celesti straordinari che animano l’Universo.

I risultati preliminari di questo studio sono stati presentati in un saggio di 20 pagine sulla rivista arXiv lo scorso 29 agosto e saranno pubblicati in forma definitiva in uno dei prossimi numeri di ‘The Astrophysical Journal’.

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