Effetto Brexit, quest'estate -40% di turisti dalla Gran Bretagna a Firenze

Seguici suTelegram
Secondo alcuni esperti del settore sì, sarebbe proprio la Brexit ad aver influito sul calo di prenotazioni provenienti dalla Gran Bretagna a Firenze questa estate.

Il calo di presenze inglesi si aggirerebbe mediamente intorno al 20% con punte fino al 40% e avrebbe colpito sopratutto le infrastrutture più pregiate dai 4 ai 5 stelle nella città d’arte per eccellenza italiana questa estate. Secondo Giancarlo Carniani, presidente della sezione alberghiera di Confindustria Firenze, il fenomeno sarebbe direttamente collegato alla Brexit. Spiega così in una intervista concessa al giornale la Nazione:

“Da una parte il valore della sterlina è inferiore rispetto al passato e i nostri prezzi non sono concorrenziali rispetto ad altre destinazioni turistiche. Il che non incentiva i turisti a scegliere Firenze come destinazione. La seconda ragione è che la paura, come si dice, fa novanta. In un momento di forte incertezza, come quello che sta vivendo la Gran Bretagna, gli inglesi preferiscono non allontanarsi da casa e risparmiare”.

Firenze e Toscana sono mete storicamente ambite dal mercato britannico, il secondo dopo quello statunitense, e il calo di questa clientela risulta particolarmente dannoso per il sistema turistico locale, fa notare Carniani:

“Una crisi degli inglesi ci fa più male di quella dei francesi e dei tedeschi, che pure non se la passano benissimo, i primi per i gilet gialli, i secondi per il Pil negativo”.

Altrettanto poco ottimista il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, che però intervistato dallo stesso giornale punta meno l’accento sul calo inglese che egli ritiene non raggiungerebbe percentuali particolarmente importanti, pur ammettendo che il cambio sfavorevole della sterlina non faciliti certo gli arrivi dalla Gran Bretagna.

Turismo europeo in calo

Bechi punta piuttosto l’accento sul fatto che l’intera stagione sia stata di per sé inferiore alle aspettative. Se americani e asiatici continuano a prenotare, gli europei sono quasi tutti in calo perchè alle prese con crisi, proteste, preoccupazioni o semplicemente la possibilità di scegliere mete più economiche. Maggio poi è stato un mese modesto per via delle condizioni meteo e agosto ha fatto registrare almeno un 10% netto in meno di presenze rispetto all’anno scorso.

Il calo di fatturato stimato per gli albergatori si calcola mediamente intorno al 15%. Su tutto questo, fanno notare gli operatori, pende ancora l’ipotesi di un aumento dell’IVA che, a sua volta, non potrebbe che implicare ulteriori aumenti e, a catena, ancora più defezioni da parte dei turisti più sensibili ai prezzi in questo momento di difficoltà.

Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала