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Appeso a un filo l'accordo di governo tra Pd e M5s

© Foto : Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della RepubblicaRoma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Prof. Giuseppe Conte, oggi 29 agosto 2019.
Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Prof. Giuseppe Conte, oggi  29 agosto 2019. - Sputnik Italia
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Dopo le tensioni scoppiate ieri a seguito delle condizioni avanzate da Di Maio sul programma del governo Conte-bis, non è escluso il voto anticipato come via d'uscita dalla crisi politica.

Il capo del governo incaricato Giuseppe Conte si è recato al Colle a colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per fare il punto della situazione a margine delle consultazioni avute ieri dal premier incaricato con le forze politiche rappresentate in Parlamento.

A margine dell'incontro al Quirinale in ambienti parlamentari della nuova potenziale maggioranza Pd-M5s è cresciuta l'apprensione che Conte stia meditando di rinunciare al mandato conferitogli dal Presidente della Repubblica, per le difficoltà emerse nelle ultime ore dopo la consegna di Luigi Di Maio dei 20 punti programmatici del Movimento Cinque Stelle, che secondo il leader pentastellato devono essere il programma del governo di coalizione con il Pd, che a sua volta ha mostrato irritazione, bollando la mossa di Di Maio come ultimatum

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Nel frattempo è iniziato il vertice tra Conte e le delegazioni di Pd e M5s a Palazzo Chigi.

Prima di entrare ha parlato il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio, che ha difeso la linea costruttiva del partito ed ha rilevato l'inammissibilità del linguaggio degli ultimatum.

"Negli incontri siamo sempre stati costruttivi, ieri i 10 punti sono diventati 20 e si è si è detto o questi o non si fa il governo. A me sembra un ultimatum ed è totalmente inaccettabile che si pongano ultimatum al presidente del Consiglio. Adesso vediamo con che spirito ci si siede a questo tavolo, se con aut aut o volendo discutere per il bene degli italiani".

A complicare il quadro interviene anche Alessandro Di Battista, noto esponente dei Cinque Stelle, che attacca i Dem con un post su Facebook.

"È davvero paradossale il fatto che quelli del Pd considerino “ultimatum” idee e soluzioni sacrosante per il benessere collettivo. Oltretutto nei 20 punti presentati ieri ci sono quelle riforme che il Pd e i suoi derivati hanno promesso per 20 anni senza mai realizzarle preferendo cedere agli ultimatum (quelli veri) di Berlusconi".

 

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