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Cremlino: invito al G7 non è una provocazione

© Sputnik . Natalia SeliverstovaCremlino
Cremlino - Sputnik Italia
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Il Cremlino non considera una provocazione del presidente USA Donald Trump la sua esortazione a far invitare la Russia al G7, dichiara Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo.

“No, non la consideriamo tale”, ha detto Peskov quando i giornalisti gli hanno chiesto se il Cremlino consideri una provocazione la posizione di Trump sul possibile ritorno della Federazione Russa al G7, nel contesto delle opinioni contrastanti sulla questione tra gli altri Paesi membri.

Sulla possibilità che la Russia si unisca al G7 se invitata solo da alcuni Paesi o solo da Trump come capo dello Stato ospitante il prossimo vertice, Peskov ha sottolineato: “Certamente tornare ai “sette” solo su invito di uno dei paesi non è possibile, perché lì tutte le decisioni sono prese con il consensum”.

Il formato del G8 si è tenuto dal 1998 al 2014, quando si è ridotto a G7. La ragione è legata alle vicende di Crimea, in seguito alle quali gli altri membri del club hanno preso la decisione di non recarsi a Sochi per il summit lì programmato, riunendosi invece a Bruxelles senza la Russia.

I paesi occidentali hanno in tale occasione accusato Mosca di aver interferito negli affari dell’Ucraina e hanno introdotto delle sanzioni contro la Russia. Mosca ha preso misure di risposta e ha diverse volte smentito ogni accusa, dichiarando che dialogare con la Russia nella lingua delle sanzioni è controproducente.

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