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FAZ: Seconda Guerra Mondiale, Paese che vai, vincitore che trovi

© Sputnik . Sergey Pyatakov / Vai alla galleria fotograficaIl Reggimento Immortale a Mosca
Il Reggimento Immortale a Mosca - Sputnik Italia
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Quando parliamo di ricordi, di solito guardiamo tutto essenzialmente con gli occhi della nostra stessa gente, scrive l'autore. Una recente ricerca sull'esempio della Seconda Guerra Mondiale dimostra a cosa può portare: chi si considera vincitore e chi sconfitto in questa guerra?

Lo scrive Johanna Michaels di Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Il poeta britannico John Keats aveva affermato una volta: "la vittoria ha moltissimi padri, la sconfitta è orfana". Quanto è vera questa affermazione, lo mostrano i risultati di un recente studio dei ricercatori dell'Università di Washington, dedicato alla Seconda Guerra Mondiale.

Gli accademici hanno intervistato le persone di 8 Paesi che facevano parte della coalizione anti-nazista, chiedendo in che misura in percentuale valutano il contributo del proprio Stato alla vittoria sulla Germania di Adolf Hitler. La coalizione includeva Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione Sovietica, Francia, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Cina. Se sommiamo il loro contributo alla vittoria, otteniamo una cifra di oltre il 300%. 

I russi sostengono più degli altri il ruolo decisivo del loro Paese nella guerra: a loro avviso, il contributo dell'Urss alla vittoria è stato del 75%. Allo stesso tempo anche i britannici e gli americani hanno attribuito ai loro Paesi un contributo superiore al 50%. Effettivamente la vittoria ha cento padri.

Ma come è possibile questo "narcisismo nazionale collettivo", come hanno definito questo fenomeno i ricercatori, chiede Michaels.

A portion of Russian Embassy complex in in Washington. File photo - Sputnik Italia
Ambasciata russa in USA: media denigrano ruolo URSS nella Seconda Guerra Mondiale

In generale le persone tendono a considerare vincitori sé stessi e il loro gruppo. Quando parliamo di eventi storici, questo si aggiunge al fatto che ogni nazione ha un certo punto di vista, che viene poi trasmesso alle generazioni future.

I Paesi occidentali aderiscono al punto di vista americano

Un altro risultato della ricerca dimostra quanto il nostro punto di vista influisca su di noi: gli occidentali valutano il contributo degli americani alla vittoria molto più alto del contributo dell'Urss.

Allo stesso tempo se guardiamo ai numeri sui caduti di entrambi i Paesi, emerge il contrario: gli Stati Uniti hanno perso poco più di 400mila soldati nella Seconda Guerra Mondiale, mentre l'Unione Sovietica ne ha persi quasi 10 milioni. Nella sola battaglia di Stalingrado, decisiva nella guerra contro i nazisti, quasi il doppio dei soldati sovietici ha perso la vita rispetto agli americani durante l'intera guerra.

I risultati dello studio dimostrano che quando il discorso riguarda la vittoria, diventiamo tutti "narcisisti", ovvero siamo tutti i cento padri ed ognuno si considera il più importante, conclude Michaels.

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