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Renziani criticano condizioni di accordo con M5s di Zingaretti

© Foto : Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica/Francesco AmmendolaLa delegazione dei GRUPPI PARLAMENTARI “PARTITO DEMOCRATICO” DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI,in occasione delle consultazioni
La delegazione dei GRUPPI PARLAMENTARI “PARTITO DEMOCRATICO” DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI,in occasione delle consultazioni - Sputnik Italia
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I renziani hanno reagito con “sconcerto” ai tre punti non negoziabili di un possibile accordo con il Movimento Cinque Stelle.

Inizialmente le condizioni poste dal segretario del Pd Nicola Zingaretti erano cinque e si sono tradotte in tre punti fondamentali: la manovra economica da concordare nei minimi dettagli e nel segno dell’equità; una diversa politica migratoria con l’abolizione dei due decreti Sicurezza di Salvini; infine un 'no' al taglio dei parlamentari previsto dalla riforma Fraccaro.

Queste tre condizioni “non negoziabili” proposte da Zingaretti hanno sconcertato i renziani che si aspettano “che vengano smentite”. Inoltre hanno affermato che "in Direzione” quei 3 punti non sono stati “né discussi né votati".

Secondo la risposta di alcune fonti del Pd “le tre condizioni poste da Zingaretti sono la traduzione dei 5 punti compresi nell'Ordine del giorno votato all'unanimità, per acclamazione, dalla Direzione del Pd”.

Andrea Orlando ha definito “imprescindibile” la cancellazione dei decreti Sicurezza mentre per quanto riguarda il taglio dei parlamentari ha detto “che va fatto con un quadro di bilanciamento, a partire anche dall’aggiustamento della legge elettorale”.

Ieri il leader del Pd Zingaretti ha aperto a una possibile trattativa con i Cinque Stelle proponendo un programma in 5 punti chiedendo grande discontinuità rispetto al passato.

I colloqui al Quirinale

Oggi è una giornata decisiva per le consultazioni al Quirinale per la risoluzione della crisi di governo. Al Colle sono attesi oggi i partiti principali: Fratelli d’Italia, il Partito Democratico, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega.

La soluzione alla crisi dovrà essere indicata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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