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Pentagono, un avvertimento alla Cina il test del missile vietato da trattato INF

© Foto : Pubblico dominioIl Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense.
Il Pentagono, il quartier generale del Dipartimento della difesa statunitense. - Sputnik Italia
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Voci interne al Pentagono hanno fatto sapere che il test del missile in precedenza vietato dal trattato INF era da intendersi come un preciso avvertimento alla Cina.

In un'intervista rilasciata nelle scorse ore a Fox News il Segretario della Difesa americano Mark Esper è ritornato sulla vicenda del missile balistico che gli USA hanno testato nella giornata di ieri. 

Tra i vari motivi che hanno portato al test c'è anche quello di voler mandare un preciso messaggio di avvertimento alla Cina.

"Volevamo assicurarci che in caso di necessità disponessimo dei mezzi necessari a creare un deterrente per le cattive abitudini della Cina, dimostrando di poterli colpire a distanze intermedie" ha detto Esper.

Rispondendo alla domanda di un giornalista sulla priorità data al suo recente viaggio in Asia proprio per far fronte alla "minaccia" cinese, il numero uno del Pentagono ha confermato che la Cina è effettivamente la prima preoccupazione degli esperti militari americani, definendo Pechino il più grande concorrente degli USA sul lungo termine:

"Penso che sul lungo termine la Cina debba essere considerata il più importante competitor per gli Stati Uniti in virtù della sua potenza economica e delle sue ambizioni", ha concluso il Segretario della Difesa.

La preoccupazione di Putin

Nella giornata di ieri sul tema era intervenuto anche il presidente russo Vladimir Putin, che si era detto sicuro che l'uscita degli USA dal trattato INF fosse stata motivata dalla volontà di eseguire al più presto dei nuovi test missilistici su armamenti vietati proprio dal trattato. 

La Cina minaccia gravi sanzioni

In queste stesse ore il governo cinese, attraverso il portavoce del Ministro degli Esteri, aveva comunicato di star considerando se introdurre delle sanzioni da applicare alle aziende americane che vendono armi ed equipaggiamenti a Taiwan. Le dichiarazioni avevano seguito l'acquisto proprio da parte di Taiwan di una partita di caccia F-16

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