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Meno di 2 euro all'ora a un pastore, arrestato imprenditore agricolo in Puglia

© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaUn pastore da da bere ad un agnellino
Un pastore da da bere ad un agnellino - Sputnik Italia
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A Casamassima, provincia di Bari, un uomo di 46 anni, titolare di una impresa agricola e di allevamento di ovini, pagava 1,80 euro un ragazzo bengalese per il lavoro di pastore. La situazione durava da mesi ma ieri i carabineri hanno scoperto il titolare e lo hanno arrestato.

Nel corso di una serie di controlli finalizzati al contrasto dello sfruttamento del lavoro, in provincia di Bari i carabinieri hanno scoperto un uomo, pregiudicato di 46 anni, che sfruttava un ventiquatrenne cittadino del Bangladesh, costringedolo a lavorare come pastore con una paga misera e ad alloggiare in un container.

L'uomo finito sotto l’attenzione delle forze dell’ordine è il titolare di una impresa agricola e di allevamento di ovini a Casamassima. Dopo una serie di osservazioni preliminari i carabinieri sono entrati in azione ed hanno fermato il giovane bengalese, privo di permesso di soggiorno ed alloggiato in condizioni precarie: per i servizi igienici isi serviva di un pozzo, lo stesso utilizzato dagli animali per abbeverarsi. 

“Il bengalese, era impiegato come autentico factotum, occupandosi di tutte le attività inerenti gli animali, ovvero mungitura, pulizia, pascolo ecc…, lavorando in media 11 ore al giorno in cambio di 1,80 euro all’ora, quando il contratto collettivo nazionale, per le stesse mansioni, ne prevede almeno 10: tra l’altro erano due mesi che il suo datore non lo pagava. All’operaio non era riconosciuto il diritto del riposo o delle ferie, praticamente mai fruiti, e veniva impiegato senza aver mai conseguito la minima formazione sui rischi per la salute e sicurezza ai quali si espone il lavoratore per simili carichi, nè era stato nemmeno sottoposto alla prescritta visita medica” - si legge in una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari.

Dopo il complesso di accertamenti, nel corso delle quali sono state verificate gravi violazioni, il titolare dell’impresa è finito agli arresti domiciliari: ai suoi danni sono state applicate anche un'ammenda di 60.000 euro e la sospensione dell’attività produttiva.

La settimana scorsa a Prato le forze dell’ordine avevano rilevato molteplici irregolarità in un grosso supermercato gestito da cittadini cinesi. In seguito all'operazione è stato emesso un provvedimento urgente di sospensione totale dell’attività del supermercato, dove venivano conservati cibi in condizioni igieniche approssimative e privi della regolare etichettatura in lingua italiana.

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