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Allarme Confagricoltura: l'Italia aumenti la produzione di grano duro

© Sputnik . Valery Morev / Vai alla galleria fotograficaGrano
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E' urgente aumentare la produzione italiana di grano duro, come è urgente costituire una filiera tricolore. Ma bisogna sfatare il mito sull'invasione di grano canadese.

A dirlo è Confagricoltori, dinnanzi alla presa di posizione dell'associazione Industriale Mugnai (Italmopa), sulla necessità di importare grano duro dai paesi extra UE. Il nostro paese è primo produttore mondiale di pasta, 3.6 tonnellate all'anno, e primo esportatore, 2 milioni di tonnellate.

Ma il primato è a rischio a causa del fiato sul collo di paesi come la Turchia che, con un prodotto di qualità inferiore a prezzi più competitivi, erode quote di mercato. Inoltre l'offerta del grano italiano non è arriva a soddisfare la domanda dell'industria italiana di pasta, né per quantità né per qualità, a detta dei pastai

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A questa domanda l'agricoltura deve dare una risposta. "E’ indispensabile che il nostro Paese aumenti la capacità produttiva di frumento duro per rispondere alle richieste dell’industria – dichiara in una nota Confagricoltura – e in questa direzione la ricerca dovrebbe mettere a disposizione degli agricoltori sementi sempre più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche delle nostre zone.  Inoltre dovrebbero essere incentivate la diffusione di innovazioni tecnologiche e la capacità di stoccaggio con il ritiro separato dei diversi prodotti, per valorizzarne la qualità. Soltanto così possiamo arrivare a nuovi modelli di contrattazione con le industrie del comparto".

Il CETA e il grano canadese 

Un'altra esigenza su cui si focalizza Confagricoltura, è quella di sfatare il mito della cattiva qualità dei grani importati. I grani importati sono sicuri, assicura Italmopa che parla di una campagna mediatica contro l'industria molitoria, che per necessità è costretta ad importare. 

"Con l’accordo Ceta non c’è stata nessuna invasione di grano duro dal Canada - assicura Confagricoltura – e comunque il controllo sulla presenza di residui di sostanze chimiche resta affidato alle autorità italiane". L'aumento dell'import dal Canada, che è cresciuto di sette volte nei primi quattro mesi dell'anno, è dovuto al crollo degli acquisti di frumento canadese del 2018, che hanno sfiorato lo zero. Ma il volume delle importazioni, che si attesta attorno ai 2 milioni di tonnellate l'anno, è rimasto invariato. Il grano importato nello scorso anno proveniva da Kazakhistan e  Francia, in cui si usa il glifosato, come previsto dalla normativa europea.

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Il Tavolo di filiera del grano duro

Confagricoltura vede con favore l'istituzione di un Tavolo di filiera di grano duro per pasta e pani, da parte del ministero per le Politiche Agricole. E' necessario incrementare la produzione nella quantità e nella qualità dei grani, indirizzando investimenti per siti di stoccaggio, per la promozione del prodotto made in Italy e per una politica dei prezzi.

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