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Crisi Kashmir: Pakistan reagisce a revoca status speciale da parte dell'India

© AP Photo / Mohammad SajjadA Pakistan army soldier stands guard in the Pakistani tribal area of Khyber near the Torkham border post between Pakistan and Afghanistan, Wednesday, June 15, 2016.
A Pakistan army soldier stands guard in the Pakistani tribal area of Khyber near the Torkham border post between Pakistan and Afghanistan, Wednesday, June 15, 2016.  - Sputnik Italia
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Il Pakistan ha condannato lunedì la mossa del governo indiano che ha revocato lo status speciale del Kashmir.

Il Pakistan ha definito “illegale” la revoca dello status speciale della regione a maggioranza musulmana Jammu e Kashmir da parte del governo di Narendra Modi.

"Nessuna azione unilaterale da parte del governo indiano può cambiare questo stato conteso... Come parte di questa disputa internazionale, il Pakistan eserciterà tutte le opzioni possibili per contrastare le azioni illegali", ha affermato il ministero degli Esteri in una nota sul sito ufficiale del Ministero.

Ha aggiunto che la mossa, che Islamabad "rifiuta fortemente e condanna", "non sarà mai accettabile per il popolo del Jammu, Kashmir e del Pakistan".

"Il Pakistan ribadisce il suo costante impegno nei confronti della causa del Kashmir e il suo sostegno politico, diplomatico e morale alla popolazione degli occupati Jammu e Kashmir per la realizzazione del loro inalienabile diritto all'autodeterminazione", si afferma nella nota.

Il ministro pakistano per i Diritti Umani Shireen Mazari in un tweet ha definito l’azione dell’India una "annessione illegale".

​Il portavoce del ministero degli Esteri Mohammad Faisal a sua volta ha dichiarato che “la Commissione permanente indipendente per i diritti umani (IPHRC) e l’Organizzazione della cooperazione Islamica (OIC) sono molto preoccupate dalle azioni dell’India, che provocano paura e panico tra gli innocenti abitanti del Kashmir".

​La mossa dell’India

Il premier Narendra Modi ha revocato lo status speciale del Kashmir e ha presentato un progetto di legge per separare il territorio in due regioni sotto il controllo dell’India. 

Inoltre il governo indiano imposto un blocco di sicurezza e ha tagliato tutte le telecomunicazioni nella parte del Kashmir amministrata dall'India nelle prime ore di lunedì, dopo aver dispiegato decine di migliaia di truppe nella scorsa settimana, giustificando l’azione come una risposta a una minaccia terroristica.

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