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Profughi lavano panni nel mare: pensavano fosse una piscina

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Migranti fanno il bagno e lavano i panni nel porto di Trieste. Pensavano fosse una piscina: "Non sapevamo fosse vietato", dicono alla polizia, intervenuta per avvisarli del divieto di balneazione.

Erano appena arrivati dalla Croazia, dopo tre giorni di viaggio a piedi, e non sapevano che quello fosse il mare, lo avevano scambiato per una piscina. Si tratta di tre profughi afghani, che appena giunti a Trieste avevano visto il molo, "il posto gli era piaciuto" (così hanno detto alle telecamere di una tv locale) e si erano fermati per riposarsi e lavarsi. 

"Siamo appena arrivati dalla Croazia, è il primo giorno e non sapevamo del divieto - dice in inglese uno dei tre stranieri - volevamo solo fare una doccia e lavare i vestiti che erano molto sporchi, questo posto ci piace. Non sapevamo dove poterlo fare".

I tre hanno dichiarato che si sarebbero recati dalla polizia per fare richiesta d'asilo ed essere ospitati in un centro di accoglienza, un posto in cui passare la notte.

Le loro foto, con i vestiti stesi ad asciugare al sole, fanno il giro del web e scatenato l'ira del sindaco Dipiazza, che commenta molto duramente l'accaduto: "Ormai non c'è fine a questo tipo di degrado".

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