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“Assange a rischio tortura se estradato” – inviato speciale ONU

© AP Photo / Matt DunhamPoster a sostegno di Julian Assange presso il tribunale magistrale di Londra
Poster a sostegno di Julian Assange presso il tribunale magistrale di Londra - Sputnik Italia
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E’ l’avvertimento messo per iscritto in alcune lettere, recentemente rese pubbliche, dell’inviato speciale delle Nazioni Unite contro la tortura, Nils Melzer.

Julian Assange rischia la tortura se estradato negli Stati Uniti: così scriveva Melzer ai governi di USA, Regno Unito, Ecuador e Svezia dopo averlo visitato in carcere.

"In considerazione del forte pregiudizio pubblico contro il signor Assange negli USA, ci sono serie ragioni di dubitare che riceva un giusto processo, rispettoso dei diritti umani. E se il signor Assange dovesse essere estradato negli Stati Uniti sarebbe esposto a un rischio reale di tortura o altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti

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Così scriveva Nils Melzer nel suo rapporto ora pubblico, dopo aver fatto visita a Julian Assange nel carcere di Londra. Melzer, classe 1970, è un accademico, autore e avvocato praticante svizzero specializzato in diritto internazionale. Dal 1° novembre 2016 è relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e sui trattamenti e pene crudeli, inumani o degradanti. Professore di diritto internazionale presso l'Università di Glasgow, detiene anche la cattedra di diritti umani presso l'Accademia di diritto umanitario internazionale di Ginevra e diritti umani in Svizzera, dove insegna dal 2009. Tra le sue pubblicazioni si ricorda “Targeted Killing in International Law” (L’omicidio mirato nel diritto internazionale), pubblicato nel 2008, nel quale dimostra come dopo l’11 settembre il concetto di ‘omicidio mirato da parte dello Stato’, cioè la selezione premeditata di una persona che non è in custodia nè ancora processata, sia diventata una possibilità vista oramai con un certo favore dal contesto e dall'opinione pubblica occidentale nei casi in cui l’eliminazione del soggetto possa essere politicamente vantaggiosa. Melzer punta quindi il dito sul deterioramento di percezione del concetto di diritto internazionale che sta vivendo il mondo occidentale.

In altre occasioni lo stesso accademico aveva sottolineato che Assange già adesso mostra chiari segni di ‘torture psicologiche’:

Da più parti si lamenta la mancanza di prese di posizione forti da parte di quegli istituti non governativi che si erano autopreposti proprio come statuto la difesa dei diritti dei condannati e di chi rischia pene severe per motivi puramente politici. La stessa Amnesty international è finita nel mirino delle critiche dal momento che in molti si sarebbero aspettati da questa reazioni di ben diversa portata in difesa del fondatore di Wikileaks, carcerato, ricordiamolo, per aver diffuso informazioni riservate sì, ma vere e di importanza vitale per la consapevolezza di tutti.

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