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Accuse sui legami tra Assange e la Russia: è razzismo contro i russi

© AFP 2021 / Daniel Leal-OlivasPoster con slogan a favore della liberazione del fondatore di WikiLeaks Julian Assange
Poster con slogan a favore della liberazione del fondatore di WikiLeaks Julian Assange - Sputnik Italia
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Un politologo ha commentato le accuse degli USA riguardo ai legami tra il fondatore di WikiLeaks Julian Assange e i russi e al presunto "complotto".

La CNN ha recentemente pubblicato un articolo che porta alla luce i legami tra Julian Assange e alcuni russi. Secondo quanto si legge, il fondatore di Wikileaks ha avuto una "una serie di incontri sospetti all'ambasciata dell'Ecuador a Londra" con i russi e riceveva "consegne personali, potenzialmente materiale hackerato che riguarda elezioni presidenziali 2016".

Il caporedattore di Sputnik e RT Margarita Simonyan ha confermato la notizia, aggiungendo di aver fatto visita ad Assange personalmente e facendo notare, però, che non c’è niente di sorprendente. Infatti, Julian Assange ha collaborato con loro conducendo un programma TV su RT: di conseguenza, gli venivano portati i materiali necessari.

Il politologo Israel Shamir, specialista sul caso WikiLeaks, ha commentato:

“Gli americani continuano la caccia a Julian Assange e a questi scopi usano ogni mezzo possibile. Dopo di aver provato ad accusarlo di violenza sessuale, hanno intenzione di accusarlo di congiura con la Russia. Sembra che facciano sempre le stesse cose secondo le proprie istruzioni. Rispondendo alle più recenti dichiarazioni direi che se Julian ha aiutato il popolo americano a capire la vera natura della signora Clinton, si può dire che questo è uno dei suoi più grandi successi. Non che si sia inventato qualcosa, ma ha dato l’opportunità ai cittadini degli Stati Uniti, agli elettori, di sapere di cosa parlava con i banchieri di Wall Street, cosa ci facevano al Comitato Nazionale del Partito Democratico USA. In altre parole, Julian e WikiLeaks hanno fatto un favore enorme agli elettori americani. Per quanto riguarda la presupposta partecipazione della Russia, Julian mi ha detto che non hanno niente a che vedere con i russi e non ho motivo di dubitare delle sue parole”.

Il politologo ha aggiunto:

“Cercano di sviluppare l’idea che chi incontri i russi faccia qualcosa di criminale e vietato. E, ovviamente, non è possibile essere d’accordo. C’è una grande quantità di russi che sono integrati nel nostro mondo. E non si può proprio dire: “evitiamo gli incontri con i russi” o “evitiamo gli incontri con gli ebrei” “evitiamo gli incontri con i neri”. Ritengo che un razzismo di questo tipo sia semplicemente impossibile. E da quello che vedo nell’articolo della CNN, non hanno niente di simile a una prova che Julian utilizzasse qualcuno, che in qualche modo fosse legato allo stato russo”.

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