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Governo, tornano tensioni tra Lega e M5S: risultati del vertice sull’Autonomia

© AP Photo / Gregorio BorgiaMatteo Salvini e Luigi Di Maio
Matteo Salvini e Luigi Di Maio - Sputnik Italia
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Si è svolto il vertice sulle Autonomie presso Palazzo Chigi. L'accordo non è stato raggiunto: un altro incontro è fissato per le ore 8:30 di giovedì.

Il vertice sull’autonomia differenziata svoltosi oggi al Palazzo Chigi non è stato molto proficuo. Infatti un'altra discussione si terrà giovedi mattina.

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Il Carroccio vuole sollecitare la realizzazione della riforma. Lo scopo della Lega è trascinare il dossier in Consiglio dei Ministri entro fine luglio. “Prima si fa meglio è, perché ormai sono dodici le Regioni italiane che chiedono più autonomia, non è soltanto una richiesta lombarda o veneta. È giusto farla bene, noi le idee ce le abbiamo chiare, i compiti li abbiamo fatti, siamo pronti anche domani mattina”. Il Movimento 5 Stelle allo stesso tempo non cede su alcuni punti e intende prolungare la discussione il più possibile. “Alcune regioni hanno fatto una lista della spesa forse un po’ troppo esagerata quindi va un po’ sistemata”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni, dei M5S. Eppure il pentastellato ha dichiarato prima del vertice che sull’autonomia “si può arrivare assolutamente all'interno del governo a una posizione di accordo in tempi anche brevi”. Non bisogna prendere in giro i cittadini, servono accordi utili a tutti e che possano cambiare le cose. Serve al contempo garantire i livelli essenziali delle prestazioni, perché non bisogna lasciare indietro nessuno. Finalmente, ben venga, si lavora sui contenuti e non sugli annunci e questo mi fa piacere", aveva affermato Buffagni.

Al vertice sull’autonomia differenziata sono stati presenti i due vicepremier, ministro dell’Economia Giovanni Tria e i ministri competenti sul dossier. E’ stato chiamato anche Giuseppe Conte. Infatti la sua presenza sarebbe servita a mediare tra le due forze politiche in cerca di una intesa.

Al Palazzo Chigi sarebbero stati poco probabili grandi passi avanti dato le tensioni che sono in salita tra la Lega e il Movimento 5 Stelle. Manlio Di Stefano ha attaccato il leader leghista sulla questione della nave Alex.

“Ci si è lamentati di non aver ricevuto alcun sostegno, ma è stato il Viminale a rifiutare la proposta della Difesa di trasbordare i migranti a Malta e su questo ci aspettiamo delle spiegazioni. Vedete, il problema è sempre lo stesso: se vuoi fare tutto da solo e non passi mai la palla, se tieni lo sguardo fisso a terra senza accorgerti mai dei tuoi compagni, in porta non ci arrivi mai”, ha scritto in un post su facebook il componente Cinque Stelle. “Se ti senti Maradona e poi giochi come un Higuain fuori forma è un serio problema, perché di mezzo c’è il Paese. Non si può dire che è sempre colpa degli altri”, ha aggiunto.

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Il dibattito sulla autonomia differenziata si è aperto nel mese di ottobre del 2017. Nella regione Emilia-Romagna tale dibattito si è avviato il 3 ottobre 2017 con l'approvazione da parte dell'Assemblea regionale di una risoluzione per l'avvio del procedimento finalizzato alla sottoscrizione dell'intesa con il Governo richiesta dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, che prevede "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata".

L'articolo 116, che nel primo e secondo comma riconosce le regioni a statuto speciale, dunque prevede la possibilità di attribuire forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni a statuto ordinario ("regionalismo differenziato" o "regionalismo asimmetrico", in quanto consente ad alcune Regioni di dotarsi di poteri diversi dalle altre).

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