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Come il Messico è diventato il secondo produttore di oppio al mondo

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Proprio nel momento in cui gli oppioidi fanno più vittime che mai il Messico è diventato il secondo produttore di oppio al mondo, subito dopo l’Afghanistan.

L'epidemia dell'uso di oppioidi ha cessato di essere un problema che riguarda solo gli Stati Uniti; Anche l'Europa e l'Africa hanno cominciato a essere interessate dal problema, risulta dal World Drug Report delle Nazioni Unite 2019.

E nonostante il documento indica che la produzione globale di oppio nel 2018 si è ridotta rispetto al massimo storico raggiunto lo scorso anno, questa cifra è la seconda nell’ultimo decennio d è pari a 7790 tonnellate.

In questo oligopolio dominano tre paesi, Afghanistan, Messico e Burma. Secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Undoc) la superficie totale di coltura di oppio in America Latina è passata da 6900 ettari nel 2007 a 30.600 ettari nel 2017.

Ciò è in parte dovuto al vicino settentrionale del Messico. "Gli Stati Uniti sono il più grande consumatore di oppiacei nel mondo: i fornitori sono organizzazioni criminali messicane", ha dichiarato Sputnik Mundo Inés Giménez, specialista in ricerca latinoamericana presso l'Università Nazionale Autonoma del Messico.

Tuttavia bisogna includere altri fattori nella crescita della coltivazione del papavero da oppio in Messico. Infatti l’accordo di libero scambio firmato (NAFTA) nel 1994 ha fortemente danneggiato il settore agricolo del Messico. I sussidi sono stati annullati mentre l'abolizione dei dazi ha influito sulle vendite dei prodotti locali. Molti contadini hanno iniziato a sostituire le loro colture alimentari con altre, come quella del papavero da oppio.

Poi, più vicino agli anni 2000, la legislazione statunitense sulle prescrizioni mediche per gli oppioidi di qualità farmaceutica è stata rafforzata, rendendo gli oppioidi meno accessibili. "Dopo l'adozione di questa legge, molti consumatori hanno iniziato a sostituire i farmaci oppioidi con l'eroina", ha spiegato Giménez.

Questo ha portato ha una crescita spropositata del mercato dell’eroina in Messico. I coltivatori di marijuana hanno iniziato a sostituirla con le colture di papaveri da oppio, diventati improvvisamente molto più profittevoli.

“Un altra causa della crescita della popolarità del papavero da oppio in Messico è stata l’adozione di una serie di nuove leggi sulla commercializzazione della cannabis in USA. Non hanno più avuto bisogno di spedizioni illegali dal Messico", ha detto la ricercatrice.

"Il papavero da oppio rappresenta il raccolto principale per molti contadini, ma è un lavoro pericoloso perché è fatto segretamente. La coltura di questa pianta è punibile con la reclusione. Allo stesso tempo, l'illegalità di questo business ha portato a un aumento della violenza a causa di dispute sul trasporto delle merci", ha spiegato Jimenez.

Nell'agosto 2018, lo stato di Guerrero, soggetto della federazione con la più alta produzione di oppio in Messico, ha approvato un progetto di legge per regolamentare la coltivazione del papavero da oppio. Affinché abbia effetto, deve passare attraverso un processo di revisione, modifica e approvazione da parte del legislatore federale.

"La discussione è iniziata e si svolge nel contesto di ciò che la Corte Suprema ha stabilito a favore della coltivazione e del consumo di marijuana per scopi ricreativi", ha affermato il ricercatore.

Ma non solo il parlamento impedisce la legalizzazione del papavero, ma anche i cartelli della droga. "Gli affari illegali portano più profitto, è un po 'ingenuo pensare che un semplice accordo ridurrà il livello di violenza in questo mercato, però può aiutare i contadini che ora lavorano illegalmente a integrarsi nel mercato, nel quadro normativo esistente", ha concluso.

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