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Palermo, compagnia aerea low cost nega imbarco a disabile

© Sputnik . Maksim BlinovDecollo di un aereo
Decollo di un aereo - Sputnik Italia
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Un passegero stava per partire alla volta di Ancona ma gli impiegati di Volotea hanno ritenuto pericolosa la batteria al litio della sedia a rotelle. Gli avvocati chiedono chiarezza sull’avvenuto. Lo riporta oggi La Sicilia.

Michael Baioni Bechtol, il giovane che aveva fatto la tratta Ancona-Palermo, ha riscontrato degli ostacoli per tornare indietro con la stessa compagnia aerea. Al passegero è stato negato l’imbarco perché la batteria al litio della sua sedia a rotelle era stata considerata pericolosa e quindi non trasportabile né in cabina né in stiva. Tra l’altro il giovane era in viaggio con la sua compagna e il figlio minore. I fatti risalgono all’8 giugno ed ora Michael Baioni Bechtol insieme ai legali dell’Unione nazionale consumatori Corrado Canafoglia e Elisa Pellegrini, commenta la lettera di scuse inviata dalla compagnia aerea che si è anche offerta di rimborsare il biglietto.

"Se l’operato di Volotea è stato corretto perché si scusa e perché vuole rimborsargli il biglietto? Non vogliamo l’elemosina ma che sia fatta chiarezza su un comportamento assurdo che non deve ricapitare più a nessun altro disabile", chiedono gli avvocati.

"Solo dopo due ore di inutile attesa il responsabile check in acconsentiva di imbarcare Baioni ma quando questi tornava dopo cinque minuti accompagnato da un carabiniere al banco check in, senza la batteria, il responsabile gli comunicava la chiusura dell’imbarco, nonostante la compagna ed il minore avessero atteso il suo ritorno e fossero presenti gli addetti dell’assistenza disabili pronti ad accompagnarlo a bordo dell’aereo. E nonostante il gate di imbarco non fosse stato ancora aperto e l’aereo fosse in ritardo di oltre 30 minuti", spiegano i legali.

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Dopo il negato imbarco, denunciano i legali, "il responsabile del check-in non forniva alcuna assistenza ai tre passeggeri, non curandosi di prenotare loro un nuovo volo, di procurargli un pasto o un posto ove dormire, come previsto dalla normativa. Unico plauso va all’assistenza disabili che ha atteso fino alla chiusura dell’imbarco, nonché ad un carabiniere che ha chiesto alla società di gestione dell’aeroporto di far accomodare i tre passeggeri in una sala dell’aeroporto sino al mattino seguente, peraltro in condizioni precarie e non certo comode per un disabile.

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