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“Noi non abbiamo litigato con nessuno”, commenta Putin la situazione con Occidente

© Sputnik . Alexandr Galperin / Vai alla galleria fotograficaLinea diretta nella metro di Mosca
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Commentando le esortazioni a “fare la pace” con l’Occidente per liberarsi dalle sanzioni, il presidente russo ha dichiarato che la Russia non ha litigato con nessuno e Mosca non vuole niente del genere.

Durante “Prima linea con Vladimir Putin” il presidente russo ha commentato un’affermazione secondo la quale alcuni russi ritengono causa delle difficoltà economiche le sanzioni e esortano a “fare la pace con tutti”,

“Per prima cosa, cosa vuol dire fare la pace? Noi non abbiamo litigato con nessuno. E non vogliamo litigare con nessuno”, ha detto il presidente.

Putin: non esiste un’economia puramente di mercato

“Difficilmente in futuro l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti della Russia cambierà in modo cardinale”, ha detto, aggiungendo: “Se ci arrendiamo completamente e sputiamo sui nostri interessi nazionali fondamentali ci saranno dei cambiamenti? Forse ci saranno dei segnali esterni, ma niente cambierà in modo cardinale”.

Il presidente ha fatto l’esempio dell’opposizione degli Stati Uniti rispetto alla Cina che “non ha niente a che fare con la Crimea e Donbass”. “Sono le stesse sanzioni”, ha detto Putin commentando la politica dei dazi operata dagli USA rispetto alla Cina.

Il programma per contrastare le sanzioni vale 667 miliardi di rubli

I rapporti tra la Russia e i paesi occidentali si sono aggravati dopo che la Crimea si è annessa alla Russia e dopo le relative vicende nell’Ucraina orientale. La Crimea si è annessa tramite un referendum. L’Occidente accusa la Russia si aver interferito, ha imposto delle sanzioni contro il paese. La Russia sostiene di non essere parte del conflitto armato a Donbass e di non fornire ai rappresentanti delle repubbliche autoproclamatesi supporto né materiale né tecnico.

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Mosca ha risposto con delle contromisure, ha avviato delle produzioni per contrastare le sanzioni e ha ripetuto più volte che parlare con lei nella lingua delle sanzioni è controproducente. Dal 2014 a causa delle sanzioni la Russia ha perso 50 miliardi di dollari, l’Europa 240 miliardi, gli USA 17 miliardi e il Giappone 27 miliardi.

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