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Ministero degli Esteri russo: gli USA vogliono provocare una guerra

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaVice ministro russo degli Affari Esteri Sergej Rjabkov
Vice ministro russo degli Affari Esteri Sergej Rjabkov - Sputnik Italia
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Il vice ministro egli Esteri russo Sergej Rjabkov ritiene che, considerando i continui tentativi di Washington di esercitare pressione sull’Iran, l’incremento delle forze militari USA in Medio Oriente dimostri l’intenzione di provocare una guerra.

“Ora che vediamo che da lungo tempo continuano ininterrottamente i tentativi degli USA di rafforzare la propria pressione politica, psicologica, economica e anche militare sull’Iran, azioni di questo tipo, penso, sono piuttosto provocatorie. Non possono essere interpretate in altro modo che come l’intenzione consapevole di provocare una guerra”, ha sottolineato Rjabkov.

Il Golfo di Oman - Sputnik Italia
Cremlino commenta la situazione nel Golfo di Oman

Il vice ministro della Difesa ha ricordato che durante la sua visita a Sochi a maggio il segretario di stato USA Mike Pompeo aveva dichiarato che l’incremento delle forze militari americane in Medio Oriente è finalizzato a prevenire, e non ad avviare la guerra. Secondo Rjabkov, se le cose stanno cos’ Washington dovrebbe rinunciare a un ulteriore rafforzamento della sua presenza militare.

Il ministro della Difesa americano ad interim Patrick Shanahan il 18 giugno ha approvato la dislocazione di ulteriori 1000 militari in Medio Oriente per via delle tensioni con l’Iran.

Segretario di Stato USA Mike Pompeo - Sputnik Italia
Pompeo: “USA hanno prove che l’Iran ha partecipato al sabotaggio delle petroliere”
Secondo il capo del Pentagono l’attacco alle petroliere nel Golfo di Oman, della cui esecuzione Washington accusa Teheran, confermerebbe “affidabili informazioni di intelligence” sull’atteggiamento ostile della repubblica islamica nella regione. Shanahan ha aggiunto che le forze armate iraniane rappresentano una minaccia per gli interessi americani e i militari USA in Medio Oriente.

Il 13 giugno due petroliere, la norvegese Front Altair e la giapponese Kokuka Courageous, sono state attaccate nel Golfo di Oman presumibilmente con l’ausilio di siluri. Sulle navi ci sono stati incendi ed esplosioni. Gli equipaggi delle navi colpite sono stati evacuati in Iran e a bordo di un cacciatorpediniere americano. C'erano 11 cittadini russi a bordo di Front Altair, tutti sono rimasti illesi.

Ali Larijani - Sputnik Italia
A Teheran sicuri, le accuse su attacco a petroliere sono supplemento a sanzioni USA
Lo stesso giorno dell’accaduto gli USA hanno inviato nel Golfo di Oman il proprio cacciatorpediniere Mason e pubblicato un video in cui, secondo gli americani, alcuni militari iraniani rimuovono da una delle petroliere una mina inesplosa.

Il segretario di stato USA Mike Pompeo ha accusato l'Iran di aver attaccato le petroliere. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha affermato che le accuse USA sul coinvolgimento dell'Iran negli attacchi alle petroliere sono infondate. Secondo Zarif gli Stati Uniti starebbero cercando di sabotare la visita della delegazione giapponese a Teheran e di occultare gli effetti del proprio terrorismo economico contro la repubblica islamica. I militari iraniani hanno riferito di aver inviato una nave e un elicottero nel Golfo di Oman per il salvataggio e l'assistenza agli equipaggi delle navi.

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