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Il “padre delle nanotecnologie” non crede a un’IA con scopi propri

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Secondo Eric Drexler la nostra concezione di intelligenza artificiale come “agente” che opera al massimo grado di efficienza per il raggiungimento di obiettivi propri è eccessivamente riduttiva.

Invece di conferire all’IA caratteristiche antropomorfe, Drexler propone un’altra soluzione: “i servizi di IA complessi”. Si tratta di una soluzione più pratica e sicura in caso di un’eventuale perdita di controllo da parte dell’uomo. Le sue funzionalità rimangono comunque invariate.

La questione della probabilità che nasca un’intelligenza artificiale universale rimane aperta. Alcuni futurologi, riferendosi alla legge di Moore, confermano che il progresso sta per accadere. Altri ritengono che gli algoritmi estremamente specializzati che superano l’uomo nell’esecuzione di compiti di nicchia non hanno un cosiddetto “fattore generale” nemmeno prossimo al nostro.

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L’IA porterà a una catastrofe ai ritmi di sviluppo attuali
Molti scienziati e, in particolare, Nick Bostrom sono dell’opinione che l’IA si svilupperà come agente, ovvero comincerà a perseguire obiettivi propri. Questo potrebbe portare a conseguenze negative per l’umanità anche se inizialmente l’obiettivo fosse stato formulato per rappresentare un vantaggio per l’uomo. Ad esempio, l’IA potrebbe far cadere tutti gli abitanti della Terra in un perenne sonno sereno per raggiungere loro la felicità

Drexler ritiene che dovremmo prestare maggiore attenzione a come si stiano davvero sviluppando il machine learning e gli algoritmi di IA. L’impiego dell’IA in diversi comparti industriali (dai trasporti alla medicina) porterà alla loro proliferazione e specializzazione. Impareranno a risolvere compiti sempre più complessi.

Invece di aspettare l’avvento del progresso, il modello di servizi di IA complessi (CAIS), proposto da Drexler, presuppone che le IA altamente specializzate continuino ad eseguire i propri compiti e che la loro lista diventi sempre più lunga. Non appena verrà automatizzato un numero sufficiente di compiti, i servizi proposti da un’IA diventeranno così complessi che l’IA in questione assomiglierà molto a un’intelligenza universale.

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Fusione con una macchina: il futuro dell’intelligenza umana nell’era dell’IA
In tal modo, un algoritmo in grado di coordinare compiti effettuati da IA specializzate verrà considerato un’intelligenza universale. Invece di un cervello l’IA sarà piuttosto un motore di ricerca intento a rintracciare un algoritmo o degli algoritmi migliori di altri preposti all’esecuzione di singole fasi del processo generale richiesto.

Rispetto all’intelligenza superiore di Bostrom, il CAIS non rappresenta una minaccia per l’uomo e non possiede una coscienza propria o un obiettivo. Si tratterà in sostanza di un linguaggio di programmazione altamente organizzato in grado di effettuare compiti complessi grazie all’impiego di una miriade di algoritmi specializzati elaborati da vari gruppi per vari scopi.

L’idea di Drexler non deve allontanare le persone dall’IA. Anzi, le deve avvicinare. Più complessi diventano questi sistemi, più aumenterà il livello di automatizzazione di vari processi e il numero di disoccupati. Le conseguenze economiche della comparsa del CAIS saranno significative e i pregiudizi degli algoritmi potrebbero portare a gravi violazioni dei diritti umani.

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