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USA temono che la Russia stabilisca piattaforma continentale in Artico

© Sputnik . Maksim Blinov / Vai alla galleria fotograficaPartecipanti della decima grande spedizione artica al Polo Nord guidata da Matvej Shparo
Partecipanti della decima grande spedizione artica al Polo Nord guidata da Matvej Shparo - Sputnik Italia
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Gli USA temono che la Russia stabilisca unilateralmente i confini della sua piattaforma continentale nell’Artico, se le organizzazioni internazionali prenderanno in proposito decisioni non convenienti per Mosca.

Lo ha rivelato il Pentagono in un piano d’azione strategico nell’Artico reso pubblico venerdì.

“La Russia potrebbe decidere in formato unilaterale di stabilire questi confini se le procedure (di determinazione dei confini da parte delle organizzazioni internazionali, ndr) non saranno a loro favore e potrebbero utilizzare il proprio potenziale militare per prevenire l’accesso alle acque e alle risorse contese nell’Artico”, si legge nella sezione del documento dedicata ai rischi per la sicurezza nazionale USA.

Il documento riconosce che fino a ora la Russia ha seguito il diritto internazionale e le procedure stabilite per la determinazione dei confini delle piattaforme continentali.

Inoltre il Pentagono considera l’Artico come un “territorio strategico in qualità di potenziale direzione di un attacco agli USA”.

C’è ancora un motivo di preoccupazione per gli Stati Uniti: “lo sviluppo delle vicende nell’Artico potrebbe potenzialmente limitare in modo diretto o indiretto le possibilità del Ministero della Difesa di effettuare gli spostamenti delle proprie forze nel mondo e in senso più ampio potrebbe influire negativamente sulla realizzazione degli scopi strategici degli USA legati alla rivalità con la Cina nel’Indo-Pacifico e in Europa”.

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In vista di questi rischi l’approccio strategico proposto dal Pentagono per difendere gli interessi del paese prevede di rispondere in modo da “mantenere nella regione l’ordine stabilito dalle relative norme senza innescare le avversità strategiche”. Da una parte si propone di rafforzare la collaborazione con gli alleati e di lavorare per prevenire i rischi, dall’altra di effettuare attivamente le esercitazioni sia in ambito NATO che in formato bilaterale e multilaterale con determinati paesi.

Nel 2001 la Russia ha avanzato una richiesta sull’appartenenza al proprio continente del territorio ricco di idrocarburi che include le dorsali di Lomonosov e di Mendeleev, ma la richiesta è stata respinta per via della mancanza di sufficienti informazioni di tipo geologico.

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Nel giro di 10 anni sono state svolte nuove spedizioni al Polo Nord, ricerche geologiche e geofisiche nel Mar Glaciale Artico sullo studio della natura geologica delle dorsali e misurazioni batimetriche. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare per estendere una piattaforma continentale è necessario dimostrare la natura continentale delle strutture geologiche sul fondo dell’oceano.

A fine marzo 2019 il primo viceministro delle Risorse Naturali russo Denis Khramov ha detto a Sputnik che la sottocommissione dell’ONU quest’estate avrebbe dovuto prendere una decisione sulla richiesta della Russia di estendere i suoi confini continentali nell’Artico.

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