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Il carbone se lo prendono i più bravi

© Sputnik . Vladimir Astapkovich / Vai alla galleria fotograficaIl carbone se lo prendono i primi della classe
Il carbone se lo prendono i primi della classe - Sputnik Italia
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I primi a commercializzare il carbone sovietico verso l'Italia, ed i primi stranieri ad acquisire un porto ed una miniera in Russia. Da Genova a Novokusnetsk, passando per il porto di Murmansk, il gruppo Coeclerici è tra i del business italiano in Russia.

Se giugno sarà il mese della Russia in Italia, con l'attesa e annunciata visita del presidente Putin questo caldo inizio di giugno il mese dell'Italia in Russia.

Ha aperto i lavori il 4 giugno a Mosca, l'Assemblea Generale della Camera di Commercio Italo Russa, mentre il 5 e 6 giugno è la volta di San Pietroburgo, con la tavola rotonda tra le piccole e medie imprese dei due paesi e l'attesa sessione «Russia-Italia» al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

In tre giorni la comunità imprenditoriale italiana risponde presente per ribadire la credibilità e l'interesse verso il mercato russo, all'insegna della complementarietà tra i rispettivi sistemi produttivi e la storica fiducia reciproca.

Con un fiero sguardo al passato ed un occhio lungimirante nel creare, ampliare e diversificare la propria presenza in Russia, uno dei migliori esempi è rappresentato dalla Coeclerici SpA, leader mondiale nel settore del carbone, primo straniero a possedere un pezzo di porto ed una miniera in Russia. Lo racconta in questa intervista esclusiva a Sputnik Italia, Urbano Clerici, Deputy Chairman e CEo di Coeclerici Commodities S.p.A.

- La storia di Clerici in Russia è una storia lunga, che ha ricalcato i passaggi delle relazioni tra i due paesi, Unione Sovietica prima e Russia poi: quali sono le tappe di questo successo?

- La nostra azienda ha una storia nelle materie prime di 120 anni, che continua tuttora. Abbiamo iniziato a collaborare con la Russia ormai sessant'anni fa, essendo agenti esclusivi per certe materie prime (vendita del carbone e rottami di ferro sovietico) sul mercato italiano e poi per altri mercati. I due grossi cambiamenti per noi sono stati il finanziamento del porto di Murmansk nel 1998 che ci ha permesso di avere una posizione molto strategica per il nostro mercato e l'investimento, dieci anni dopo, nell'acquisto di una miniera di carbone in Siberia.

© Sputnik . Sergei Yeschenko / Vai alla galleria fotograficaCarbone nel porto di Murmansk
Carbone nel porto di Murmansk  - Sputnik Italia
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Carbone nel porto di Murmansk
© Sputnik . Vladimir Vyatkin / Vai alla galleria fotograficaIl porto di Murmansk d'inverno
Il porto di Murmansk d'inverno - Sputnik Italia
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Il porto di Murmansk d'inverno
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Carbone nel porto di Murmansk
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Il porto di Murmansk d'inverno

- Clerici è l'unico operatore straniero proprietario di una miniera in Russia: in che cosa consistono i vostri investimenti?

- Negli ultimi dieci anni abbiamo investito 150 milioni di dollari ed abbiamo un piano di investimento per i prossimi cinque di circa 80 milioni di dollari. Si tratta di macchinari, non solo italiani, ma anche giapponesi e russi, impianti locali, infrastrutture come una diga e reti ferroviarie per portare il carbone fino al porto di Murmansk. Il maggiore investimento attualmente al vaglio è di 30 milioni di dollari e riguarda la costruzione di un impianto di lavaggio per rendere il carbone estratto utilizzabile non solo come materia prima, ma anche in ambito siderurgico.


CLERICI IN RUSSIA

  • Nel 1958 Clerici diventa la terza società italiana ad aprire un ufficio a Mosca. Nel 1964 conclude un accordo che prevede i diritti per la vendita del carbone sovietico sul mercato italiano.
  • Nel 1998 Coeclerici conclude un contratto con il Porto Commerciale di Murmansk, sul mar di Barents, e finanzia le operazioni di dragaggio del porto, consentendo l’accesso di navi fino a 130.000 tonnellate. Un’attività che gli consente di iniziare ad approvvigionarsi a Murmansk a partire dal 2000.
  • Nel 2002 e 2003 Coeclerici investe circa 18 milioni di dollari per finanziare il completamento  della miniera di carbone di Kemerovo, in Russia e firma un accordo che gli consente di acquisire i diritti per la commercializzazione sui mercati internazionali dei due milioni di tonnellate di carbone prodotte ogni anno dalla miniera.
© Foto : COE CLERICIVeduta della miniera di Korchakol
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Veduta della miniera di Korchakol
Nel 2008 acquisisce il 100% di Korchakol, una miniera per l’estrazione di carbone (PCI e Thermal Coal) situata in Siberia vicino alla città di Novokuznetsk.
  • Dal 2008 al 2017 la produzione annua di carbone di Korchakol è aumentata da 300 mila a 1,5 milioni di tonnellate, mentre la forza lavoro impiegata è passata da 500 a 700 persone.

  • - Un'altro settore che vi vede impegnati in Russia è la meccanica: dopo l'acquisizione di IMS Technologies, come valutate le vostre prospettive di inserimento in questo mercato, tradizionalmente favorevole ai prodotti italiani?

    - Per quanto riguarda questa parte stiamo valutando la creazione a San Pietroburgo di un impianto per la produzione di macchinari, connessi all'attività mineraria e non solo: la IMSTechnologies è leader nel settore del taglio di precisione di carta, alluminio e plastica e sicuramente per noi, conoscendo il territorio, il mercato russo è particolarmente interessante e promettente.

    - Insieme al gotha dell'imprenditoria italiana lei interverrà nella sessione dedicata all'Italia del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Con quale atteggiamento incontrate i partner russi?

    - Per noi è il terzo anno in cui partecipiamo al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, quindi siamo relativamente nuovi. E' una piattaforma importante per promuovere il rapporto Italia-Russia, la nostra azienda, e creare contatti ancora più proficui.

    - Al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo è atteso il presidente cinese XI Jinping. La vostra miniera è tra Cina, Kazakhstan e Mongolia: dalla vostra, non solo geograficamente, posizione privilegiata, come giudica la crescente partnership Cina-Russia?

    - Noi lavoriamo tanto con la Cina, ma per una casualità abbastanza strana, la nostra materia prima ha una tassa d'importazione in Cina che non hanno altre origini. Quindi mi auguro che anche grazie alle discussioni che saranno in atto nel Forum di San Pietroburgo, si possa arrivare ad un'abolizione di questa tassa sull'importazione del carbone russo in Cina.

    © Sputnik . Aleksandr Kryazhev / Vai alla galleria fotograficaUna miniera di carbone in Siberia
    Il carbone se lo prendono i più bravi - Sputnik Italia
    Una miniera di carbone in Siberia

    - Da un forum all'altro: rimanendo nell'estremo oriente russo, a settembre per la prima volta l'Italia parteciperà al V Forum Economico Internazionale di Vladivostok: ci sarete anche li?

    - Ci interessa per l'immediato futuro una partecipazione in un porto del Far East russo, perchè la nostra miniera è esattamente a metà strada e l'Asia rappresenta il 70% del nostro mercato di materie prime. Siamo invitati al Forum di Vladivostok e studieremo nei prossimi mesi come sfruttare al meglio la nostra presenza.

     

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