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Lavrov: le affermazioni USA sui test nucleari russi sono congetture deliranti

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Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha definito “congetture deliranti” le affermazioni degli Stati Uniti sulla presunta violazione delle moratorie sui test nucleari da parte della Russia.

Il direttore della Defense Intelligence Agency americana Robert Ashley mercoledì ha affermato che la Russia “probabilmente non rispetta le moratorie sui test nucleari” mentre “gli USA, differentemente dalla Russia, non hanno ratificato il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari e di conseguenza non sono legati dall’obbligo di eseguirlo”. 

La risposta della autorit' russe non si è fatta aspettare.

“Riguardo alle dichiarazioni secondo le quali la Russia svolgerebbe dei test nucleari, beh, il delirio di queste congetture è già stato sottolineato sia dall’Organizzazione per il bando dei test nucleari che da autorevoli esperti negli stessi Stati Uniti. Probabilmente si volevano inventare qualcos’altro dopo che la ragazza russofona di Ibiza si è rivelata bosniaca”, ha detto Lavrov ai giornalisti a Tokyo.

Lavrov aveva già reagito alle affermazioni di Ashley con una nota nella quale sottolineava: “Consideriamo le accuse degli Stati Uniti sulla probabilità che la Russia conduca test nucleari a basso rendimento come una grave provocazione, affermazioni del tutto infondate e finalizzate a rovinare l’immagine del nostro paese”.

Il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty, CTBT) risale al 1996 e la Russia è stata tra i primi paesi a ratificarlo.

Il presidente austriaco Alexander Van der Bellen - Sputnik Italia
Austria, nominato il cancelliere ad interim

Una settimana prima delle elezioni al Parlamento europeo i principali media tedeschi hanno contemporaneamente pubblicato dei materiali secondo i quali nel 2017 l’allora vice cancelliere Heinz-Christian Strache si trovava a Ibiza e parlava della possibilità di influenzare le elezioni con una certa “cittadina russa”. Lo scandalo provocato dal video ha spinto Strache a presentare le dimissioni. In seguito il giornale austriaco Kronen Zeitung  ha smentito che la ragazza del video fosse russa rivelando che si trattasse di una studentessa della Bosnia-Erzegovina appositamente ingaggiata.

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