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Storica francese: "la Russia ha sognato per secoli di reintegrarsi nella civilità europea"

© AFP 2021 / PATRICK KOVARIKBandiera della Francia
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La storica Hélène Carrère d'Encausse ha dichiarato in un'intervista a Le Point che i russi hanno sognato per secoli di "reintegrarsi" nella comune civiltà europea, l'Europa però non può offrire un serio sistema di unificazione a causa della sua stessa "paura, disprezzo e miopia" per la Russia.

Gli attuali conflitti tra Occidente e Mosca sono legati al fatto che i paesi europei non hanno seguito attentamente il collasso del sistema comunista e che non hanno capito che la Russia è "un grande paese europeo che per due volte è stato tagliato fuori dall'Europa e che due volte ha cercato di reintegrarsi in questa civiltà", ritiene la storica ed esperta della Russia Hélène Carrère d'Encausse.

Secondo lei, questo accadde per la prima volta dopo l'invasione dei Tatari-Mongoli, ma nel XVIII secolo, Pietro I "restituì la Russia alla comunità europea". E la seconda volta una situazione simile è venuta in essere dopo 75 anni di comunismo, quando Mosca ha cercato nuovamente di stabilire contatti con l'Occidente, ha spiegato l'esperta in un'intervista con Le Point:

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"E posso dirvi che Gorbaciov, Eltsin e persino Putin, all'inizio della loro presidenza, erano pronti a seguire i principi e proposte che potevano essere fatte dall'Europa alla Russia".

Secondo Carrère d'Encausse, gli europei avrebbero dovuto prestare attenzione a queste aspirazioni di Mosca. E non invitarla a entrare nell'Unione Europea come membro a pieno titolo, poiché "l'autorità della Russia avrebbe potrebbe squilibrare la comunità europea", ma di offrirle invece un "serio sistema di unificazione" per evitare le attuali conseguenze negative.

"I russi lo hanno sognato, ma questo sogno è andato perduto", ha sottolineato la storica in un'intervista a Le Point.

Secondo lei, il problema è che gli europei hanno perso di vista le lezioni della storia.

"Prendi la tragedia ucraina! Ci sono disaccordi in Europa su questo problema. Per i tedeschi, che, nella nostra falsa convinzione, hanno la stessa visione di una soluzione al problema come noi, l'Ucraina è il loro cortile. Uno sguardo alla storia ci permetterebbe di ricordare come Pietro il Grande nel suo viaggio attraverso l'Europa nel 1697 abbia dimostrato un bisogno sincero per l'Europa e i suoi valori. Un'occhiata alla storia ci permetterebbe di rileggere l'eccellente libro di Nekrasov su una donna russa, un pilastro della società, e di vedere che in Russia, un paese che gli europei considerano contadini e autoritari, le donne hanno sempre governato. Uno sguardo alla storia ci permetterebbe di vedere come il XVIII secolo in Russia è stato francese, e come il XIX secolo è stato tedesco, grazie agli insegnamenti di Hegel, ma soprattutto a Marx ed Engels, che divennero gli antenati del comunismo, questa invenzione europea", ricorda la storica.

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Un simile malinteso non può che sconvolgere, soprattutto perché la situazione non si è sempre sviluppata in modo così negativo, sottolinea l'esperto: "Dal 1994 al 1999 la Russia è stata membro del Parlamento europeo. E sentivamo un'atmosfera di curiosità e apertura verso la Russia, tutto sembrava possibile, non c'era atmosfera di ostilità o paura. Non avevamo la costante mania di insegnare ai russi i diritti umani". Certo, ci sono alcune difficoltà anche nell'arena politica russa.

Tuttavia, gli europei non dovrebbero insegnare moralità a tutti gli altri senza tener conto della loro storia e delle loro tradizioni, afferma Carrère d'Encausse: "Certo, l'Europa ha creato l'individu, ma anche l'insano individualismo. Dovrebbe essere compreso che questa cultura dei diritti umani, cioè i diritti "per tutti da parte di tutti", non si adatta perfettamente ai russi. Hanno vissuto 75 anni di una storia terribile e hanno capito quanto sia importante essere membri di una comunità e quanto sia pericoloso vivere separatamente, da soli". E si può solo sperare che anche gli europei non dovranno stimare un tale pericolo, conclude lo storico.

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