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Esperto di bioetica: attenzione all’intelligenza artificiale

© AFP 2021 / Fabrice CoffriniSophia, androide sociale sviluppato nel 2015 dalla compagnia hongkonghese Hanson Robotics Limited e insignito della cittadinanza saudita nel 2017.
Sophia, androide sociale sviluppato nel 2015 dalla compagnia hongkonghese Hanson Robotics Limited e insignito della cittadinanza saudita nel 2017. - Sputnik Italia
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L’intelligenza artificiale in quanto tecnologia non rappresenta una minaccia. La sua pericolosità dipende da come l’uomo deciderà di utilizzarla.

In occasione del forum sull’IA organizzata dal centro di analitica Taihe, il dott. Wendell Wallach, professore al Centro interdisciplinare di bioetica all’Università di Yale (USA), ha raccontato a Sputnik quali rischi potrebbe rappresentare l’intelligenza artificiale in futuro.

“Il fatto non è che l’intelligenza artificiale che creeremo nei prossimi 20 anni sia qualcosa di spaventoso. A volte a fare paura sono l’uomo stesso e il modo in cui potrebbe utilizzare le tecnologie da lui create”, ha spiegato lo studioso.

Secondo il professore le tecnologie potrebbero diventare pericolose se qualcuno decidesse di utilizzarle per manipolare il comportamento e i sentimenti delle persone.

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“Pensate a cosa potrebbe accadere se avremo dei sensori in grado di capire quando provate paura o vulnerabilità… Per me è spaventoso che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per la sorveglianza. Inoltre cosa accadrebbe se potesse controllare armi letali? Tutto ciò fa molta paura, ma non dobbiamo arrivarci”, ha detto il dott. Wallach.

Inoltre il professore si è detto scettico riguardo ai tempi richiesti perché gli scienziati possano creare qualcosa di simile al cervello umano, processo che potrebbe essere ostacolato anche da questioni di carattere etico.

“Penso che siamo ancora molto lontani dalla creazione di qualcosa di simile al cervello umano, molto lontani. Cosa vuol dire? 20, 50, 100 anni, non lo so. Alcuni miei colleghi ritengono che ci vorranno 20 anni, io non credo. Suppongo che inciamperemo più spesso di quanto pensiamo. Sono un po’ più scettico della maggioranza perché ho pensato molto alle questioni etiche e sono arrivato alla consapevolezza che è tutto complicato”, ha spiegato il dott. Wallach.

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Tuttavia secondo il professore in futuro le tecnologie potranno rappresentare più vantaggi che minacce: la difficoltà consiste nel minimizzare gli effetti indesiderati per la società.

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