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Giornalista giapponese: i festeggiamenti russi del 9 maggio creano disagio in Giappone

© Sputnik . Dmirty Astakhov / Vai alla galleria fotograficaIl carro armato T-34-85 alla Parata della Vittoria 2019
Il carro armato T-34-85 alla Parata della Vittoria 2019 - Sputnik Italia
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La celebrazione del Giorno della Vittoria in Russia causa "qualche disagio" in Giappone, che ha un diverso atteggiamento nei confronti della seconda guerra mondiale. Lo rileva il giornalista Yuichi Onoda in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano giapponese Sankei Shimbun.

Il 9 maggio in tutte le città russe si tengono parate militari per celebrare la vittoria nella seconda guerra mondiale, osserva l’autore, aggiungendo che Russia e Giappone occupano posizioni diverse in relazione all’evento bellico in questione.

"In Giappone il 15 agosto (Giorno del ricordo delle vittime del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki e anniversario della resa del Giappone, ndr) non si tengono celebrazioni, quindi l’umore festivo russo provoca qualche disagio", afferma Onoda.

Il giornalista sostiene che la celebrazione del giorno della Vittoria in Russia sia uno strumento delle autorità per "creare un'atmosfera di prestigio nazionale" in un paese con scarsa coesione popolare.

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Il Giappone partecipò alla seconda guerra mondiale al fianco della Germania e dell'Italia. All’inizio dell’agosto 1945, in conformità con la Dichiarazione di Potsdam e l’Unione Sovietica scese in guerra contro il Giappone. Un trattato di pace alla fine della seconda guerra mondiale tra Tokyo e Mosca non fu mai firmato, continuando ad oscurare le relazioni tra la Russia e il Giappone fino ai giorni nostri. Tokyo rivendica le isole meridionali dell’arcipelago delle Curili, citando il Trattato bilaterale sul commercio e le frontiere del 1855. La posizione di Mosca è che le isole sono diventate parte dell'URSS dopo la seconda guerra mondiale e non intende cederle al Giappone a nessuna condizione.

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