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USA vietano all’Europa di costruire armi proprie

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Washington ha avvisato l’Unione Europea: se l’UE continuerà a realizzare progetti di difesa autonomi, ci saranno conseguenze politiche ed economiche.

È la vice del Segretario di Stato USA Ellen Lord a comunicarlo in una lettera indirizzata all’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, l’italiana Federica Mogherini. Nella lettera, citata dal quotidiano spagnolo El Pais, Lord sostiene che i piani attuali dell’UE in campo di difesa rappresentano una minaccia per l’integrazione dell’industria bellica transatlantica e per la collaborazione militare in ambito NATO.

Ciò che provoca lo scontento di Washington è l’approvazione del regolamento del Fondo europeo per la difesa, che permette ai paesi dell’UE di coinvolgere i paesi non europei nei propri progetti, la cui proprietà intellettuale però apparterrà sempre all’Unione.

Inoltre gli USA non sono contenti delle condizioni previste dal programma PESCO (in italiano, Cooperazione strutturata permanente), finalizzata alla creazione di una collaborazione ancora più stretta tra i 25 paesi membri UE.

Nella lettera Ellen Lord sottolinea anche che lo sviluppo di armi in Europa potrebbe portare alla creazione di sistemi militari non intercambiabili, sprecando le risorse e provocando una rivalità tra la NATO e l’UE.

Inoltre gli USA chiedono che vengano rimosse le condizioni riguardanti la proprietà intellettuale, il controllo delle esportazioni e il diritto di veto che permette a ogni paese di coinvolgere nei propri progetti qualsiasi impresa.

Parata militare a Mosca, 1967 - Sputnik Italia
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Il Fondo europeo per la difesa è stato creato su iniziativa della Commissione Europea, che inoltre ha proposto di aumentare gli investimenti nel campo della sicurezza del 40% nel periodo dal 2021 al 2027. Grazie agli investimenti l’Unione Europea conta di entrare a far parte dei quattro maggiori investitori nel campo della ricerca e delle tecnologie in ambito militare.

Si prevede che tra il 2021 e il 2027 saranno stanziati 4,1 miliardi di euro per il finanziamento di “progetti di ricerca competitivi e svolti congiuntamente”. Oltre agli investimenti gli stati membri dell’Unione stanzieranno 8,9 miliardi di euro per realizzare prototipi e rispettare tutte le esigenze in ambito di certificazioni e collaudi.

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