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Sri Lanka, bloccato l’accesso ai social network a causa di episodi di violenza

© REUTERS / Dinuka LiyanawatteSoldati al sito delle esplosioni a Colombo
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Alcune decine di persone hanno lanciato delle pietre su moschee e negozi nella città di Chilaw.

In Sri Lanka le autorità hanno nuovamente bloccato l’accesso ai social network, tra cui Facebook e WhatsApp, a seguito della crescita degli episodi di violenza dopo gli attentati terroristici accaduti sull’isola il 21 aprile. I media russi lo hanno comunicato lunedì rimandando al dipartimento d’informazione statale srilankese.

Domenica sulla costa occidentale della località di Chilaw alcune decine di persone hanno lanciato delle pietre a moschee e negozi gestiti da musulmani dopo un conflitto insorto su Facebook. I media locali inoltre riportano informazioni su altri incidenti accaduti nelle zone limitrofe alla città la notte tra domenica e lunedì.

Precedentemente il divieto di utilizzare i social network era stato attuato nei 10 giorni successivi agli attentati, dal 21 al 30 aprile.

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Domenica il 21 aprile, giorno in cui i cattolici e i protestanti festeggiavano la Pasqua, lo Sri Lanka è stato scosso dalla serie di attacchi terroristici più grande della storia del paese, con otto esplosioni: sei a Colombo, Negombo e Batticaloa, la settima a Dekhivale, nella parte occidentale dell’isola, l’ottava nella periferia di Colombo. Un’altra bomba è stata trovata sulla strada che porta all’aeroporto internazionale di Bandaranaike. Alcuni degli attentati sono accaduti in chiese cattoliche durante le messe pasquali e in alberghi. Secondo i dati più aggiornati, le vittime sarebbero circa 250.

Responsabile per gli attacchi sarebbe l’organizzazione terroristica Jamaat al-Tawhid al-Watania, legata ai gruppi islamici all’estero. Al momento attuale più di 100 persone sono in stato di fermo con l’accusa di essere coinvolti nella realizzazione degli attentati.

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