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La festa del lavoro... certo, per chi ce l’ha

© C.Ebbets Public domain'Lunch atop a Skyscreaper' - Charles Ebbets 1932
'Lunch atop a Skyscreaper' - Charles Ebbets 1932 - Sputnik Italia
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Ma come, in Spagna vincono i socialisti? Strano vero, forse c’entra qualcosa il fatto che la finanziaria cui il Parlamento aveva negato la fiducia a Sanchez e che ha costretto alle elezioni anticipate prevedeva aumento di salari minimi, indicizzazioni delle pensioni, tasse per redditi più alti e patrimoniale per i grandi capitali?

A parte la solita retorica del vincitore: “Abbiamo mostrato all’Europa e al mondo che si può fare, la Spagna ha fatto vedere a tutti, in questo voto, che le idee e le proposte dei progressisti possono battere il totalitarismo, il razzismo e la destra...” – così si è espresso Sanchez l’altra notte dopo la notifica dei risultati degli scrutini, a parte l’esultanza dei vari Zingaretti: “Inizia una bellissima giornata per la Spagna e di speranza per l’Europa...”, a parte le congratulazioni di Juncker: “...fiducioso che Sanchez formi un governo stabile e pro-Ue, che permetta alla Spagna di giocare un ruolo importante come avvenuto fino ad oggi...”, una cosa sola pare evidente – ‘Franza’ o Spagna; destra o sinistra; la gente ti vota e ti sta a sentire quando gli parli di lavoro, salari, dignità economica, serenità nella vecchiaia, pace, tranquillità. Se gli parli dei vincoli di bilancio di Moscovici e Dombrovskis, dell’accoglienza ai pellegrini scalzi sulla via di Compostela o dei diritti delle api regine del Paraguay, ti seguono solo quelli che altri problemi non hanno, cioè pochi e sempre meno, perchè sempre meno sono quelli che non hanno problemi più seri nelle nostre società moderne.

Giampiero Mughini -  screenshot dal film Ecce Bombo - Sputnik Italia
Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra
Non esiste assolutamente nessuna differenza tra i vincoli di bilancio che non verranno rispettati dal socialista spagnolo per cercare di soddisfare le promesse fatte al proprio elettorato, rispetto ai vincoli di bilancio che non verranno rispettati dai programmi italiani sul reddito di cittadinanza o investimenti per rilanciare economia e lavoro e soddisfare le promesse, in quel caso, definite però ‘populiste’. Se ne accorgerà anche Junker, anzi, chi verrà dopo di lui. Essere euroscettici e fregarsene dei vincoli europei è esattamente come essere europeisti convinti e fregarsene uguale. La sostanza non cambia. Decidere con la propria testa quali le priorità per il proprio Paese si chiama ‘sovranismo’, anche quando viene da sinistra e fai finta di non rendertene conto. Da nord a sud del continente c’è una forte richiesta di lavoro, serenità, ordine, tranquillità e anche autodeterminazione – dove tutto questo lo propongono con maggiore persuasiva chiarezza le destre vincono le destre, dove le sinistre, le sinistre, se gli europeisti gli europeisti, altrimenti qualcun altro.

Quando arriva il primo maggio e c’è la festa del lavoro, la gente vuole festeggiare, vuole un giorno di compiacimento e riposo da quel lavoro che gli dà dignità, fiducia in sé stessi e stabilità per la propria famiglia. Nessuno si nutre per sempre di ideologie, miti o chiacchiere. Ed in fondo è una fortuna che la nostra specie sia così ‘animale’ e legata ad esigenze anche materiali – se fossimo stati dei teorici intellettuali astratti o tutti radical chic da cocktail al tamarindo ci saremmo estinti da un pezzo.

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