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Siberia: ricercatori creano nanomateriale con proprietà antibatteriche

CC0 / Pixabay / Laboratorio di chimica
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I ricercatori della filiale siberiana dell’Accademia Russa delle Scienze hanno creato del nanomateriale con nuove proprietà antibatteriche grazie alla modifica della struttura delle particelle. Lo ha comunicato lunedì l’Istituto di Citologia e Genetica del Dipartimento Siberiano dell’Accademia.

Gli studiosi dell’Istituto di Chimica Inorganica modificando la struttura della sostanza hanno trovato un modo di ottenere le nanoparticelle posizionate in verticale a temperatura relativamente bassa.

“Tale orientamento permette di collocare su una stessa superficie di supporto una quantità significativamente superiore delle nanoparticelle che compongono il materiale e anche di modificarne le proprietà”, spiega Ivan Merenkov, ricercatore del laboratorio delle pellicole e coperture funzionali dell’Istituto di Chimica Inorganica, le cui parole sono riportate nel comunicato.

Merenkov ha paragonato la situazione alla costruzione di grattacieli al posto di edifici bassi nel centro delle città: su una stessa superficie otteniamo così un numero di posti di lavoro e, quindi, un guadagno esponenzialmente superiore.

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Questo metodo è stato messo in pratica con il nitruro di boro esagonale (h-BN), un materiale dalla struttura simile a quella della grafite. Conseguentemente alla modifica dell’orientamento delle nanoparticelle il nitruro di boro ha effettivamente acquisito nuove proprietà, tra cui quelle antibatteriche. Per verificare le nuove proprietà alcuni esemplari sono stati quindi trasmessi all’Istituto di Citologia e Genetica, dove sulla superficie del materiale è stata versata una goccia con delle sospensioni batteriche. A contatto con le nanoparticelle verticali di h-BN più della metà dei batteri è perita.

“Supponiamo che questo effetto è legato al danneggiamento superficiale della membrana cellulare che avviene al contatto con le nanoparticelle di h-BN. La superficie affilata di queste particelle è paragonabile alla lama di un coltello che danneggia gli oggetti che ne entrano in contatto. Questa scoperta è molto importante quando parliamo di utilizzo pratico del nuovo materiale, per esempio come copertura antibatterica degli strumenti medici”, spiega nel comunicato Tatiana Florova, ricercatore senior del laboratorio di ingegneria genetica dell’Istituto di Citologia e Genetica.

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Ora gli studiosi hanno in programma di studiare più dettagliatamente il meccanismo che porta alla morte dei batteri a contatto con i muri di nanoparticelle. In questo modo la creazione di coperture antibatteriche potrà diventare più precisa ed efficace. I ricercatori sottolineano che il nuovo materiale ha anche altre proprietà utili dal punto di vista industriale: per esempio riflette la luce in caso di irradiazione degli elettroni. I risultato dei lavori di entrambi i gruppi scientifici sono stati pubblicati su Nano Research.

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