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Il Presidente della Commissione Europea: l’Unione non sta attraversando una crisi profonda

© REUTERS / Remo CasilliJean-Claude Juncker
Jean-Claude Juncker - Sputnik Italia
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Precedentemente il leader francese Emmauel Macron aveva dichiarato che la Brexit era simbolo di “crisi in Europa”.

Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker non è d’accordo con il punto di vista del Presidente francese Emmanuel Macron, secondo il quale l’Unione Europea sta attraversando la sua più profonda crisi nella storia dell’integrazione. Nell’articolo da lui pubblicato il 4 marzo Macron ha scritto che la Brexit è simbolo di “crisi in Europa che non ha potutto trovare una risposta alla necessità di garantire la tutela dei popoli a fronte delle fortissime scosse che affliggono il mondo contemporaneo”.

“Oggi non è tanto l’UE quanto il mondo intero a essere in crisi. Il vecchio ordine sta cadendo a pezzi. Cresce la forza della Cina, dell’India. Abbiamo a che fare con la crisi della migrazione, con il presidente Trump e con rapporti economici difficoltosi con gli USA”, ha detto Junker in un’intervista pubblicata lunedì dal giornale Rzeczpospolita.

“Ma anche per quanto riguarda l’ultimo punto io sono stato a Washington a fine luglio e siamo riusciti a rimandare il rischio di una guerra commerciale. Quindi non credo che stiamo attraversando una crisi esistenziale”, ha puntualizzato Juncker.

Rispondendo a una domanda su quale sarà il futuro della Commissione Europea dopo le elezioni del Parlamento a fine maggio, il politico ha ammesso che la Commissione sarà diversa. “Ma mi sembra anche che chi ha puntato su uno stupido nazionalismo ne pagherà le conseguenze. Io rispetto i popoli, sono sempre stato contrario a un federalismo europeo”, ha spiegato Juncker.

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“Gli Europei non vogliono mettere tutto in un pentolone nel quale perderebbero le proprie origini. Non si può costruire l’Unione Europea andando contro i sentimenti dei popoli. Ma la si può costruire opponendosi a uno stupido nazionalismo che porta a scontrarsi con gli altro”.

“Quello che ci serve è un nazionalismo, un patriottismo sano”, ha affermato il Presidente della Commissione Europea.

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