Сonferenza sulla sicurezza di Mosca, emerge una diffusa preoccupazione sullo stato del mondo

CC0 / Pixabay / Il mondo digitale
Il mondo digitale - Sputnik Italia
Seguici suTelegram
Dall’ottava Conferenza Internazionale di Mosca sulla Sicurezza non è emerso purtroppo alcun dato incoraggiante per il futuro immediato. È al contrario affiorata una diffusa preoccupazione per il deteriorarsi del clima politico globale, che sarebbe contrassegnato da una sensibile crescita della sfiducia reciproca tra le maggiori potenze mondiali.

Dopo un indirizzo di saluto del Presidente Vladimir Putin letto ai convenuti da Nikolay Patrushev, la visione russa è stata enunciata da una serie di interventi di alto profilo, che sono stati pronunciati dal Ministro della Difesa Serghey Shoyghu, dal Ministro degli Esteri Serghey Lavrov e dal Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, Valery Gerasimov.

È stato in particolare lamentato il progressivo smantellamento del sistema di controllo degli armamenti costruito durante la Guerra Fredda, la cui responsabilità è stata prevalentemente attribuita alla volontà statunitense di enfatizzare il primato militare dell’America, svincolando unilateralmente Washington dal rispetto di ogni genere di accordo. Non si tratterebbe neppure di una tendenza recente perché, è stato sottolineato, il trend è iniziato molti anni fa, con gli attacchi mossi dagli americani e dai loro alleati alle fondamenta del diritto internazionale.

Hashim Thaci - Sputnik Italia
Kosovo-Serbia: presidente Thaci, “impossibile riscrivere la storia”
È stato ricordato a questo proposito il vulnus rappresentato dalla guerra del Kosovo, combattuta esattamente venti anni fa, i cui risultati non sono ancora stati accettati dalla comunità internazionale nella sua interezza. Lo ha chiarito efficacemente in un accalorato discorso il Ministro serbo della Difesa, Aleksandr Vulin, secondo il quale la nascita del nuovo Stato anticiperebbe la realizzazione della cosiddetta “Grande Albania”: un progetto geopolitico definito incompatibile con il mantenimento della pace nei Balcani e la cui origine è stata ricondotta ai piani concepiti dalle potenze dell’Asse durante la Seconda Guerra Mondiale.

Si è fatto altresì cenno alla rivitalizzazione della Dottrina Monroe in America Latina, che starebbe traducendosi in interferenze importanti negli equilibri interni di una serie di Stati, primi tra i quali Cuba ed il Venezuela.

Il diffuso aumento dell’instabilità, peraltro, sarebbe favorito anche da alcune caratteristiche dell’attuale sistema internazionale, come l’accelerazione del processo di globalizzazione. Anche lo sviluppo dei flussi migratori starebbe concorrendo ad un’erosione generalizzata delle sovranità nazionali che incontra crescenti resistenze.

Ha suscitato interesse l’attiva partecipazione alla sessione inaugurale del viceministro saudita della Difesa, Khaled bin Salman, che nella circostanza ha rinnovato l’impegno preso dal suo paese nella lotta al terrorismo internazionale, criticando con forza alcuni aspetti della politica estera e di sicurezza dell’Iran, a sua volta presente alla Conferenza con il proprio Ministro della Difesa, Amir Hatami: un ufficiale dell’Artesh (l’Esercito regolare di Teheran), che dal canto suo ha denunciato il sostegno offerto dagli Stati Uniti ai regimi più tirannici del Medio Oriente. Assume di per sé una sua rilevanza il fatto che a Mosca sia stato possibile portare i rappresentanti di due paesi che sono ormai da tempo in rotta di collisione.

Un soldato russo sta di fronte alla bandiera nazionale siriana - Sputnik Italia
USA manterranno le sanzioni contro la Siria fino a soluzione politica della crisi
Si è parlato naturalmente anche di Siria. Il viceministro assadiano della Difesa, generale Mahmoud Shawa, ha dichiarato sconfitto il tentativo di distruggere lo Stato siriano, ma ha lamentato la persistente presenza sul territorio del proprio paese di truppe straniere non autorizzate ad esserci, invocando iniziative delle Nazioni Unite per il rimpatrio dei contingenti inviati da Stati Uniti, Francia e Turchia. Tanto Shawa quanto i militari russi hanno inoltre più volte denunciato le carenze dimostrate dagli americani nella gestione di alcuni campi per rifugiati, nei quali non sarebbero rispettati gli standard igienico-sanitari e di sicurezza. È stato manifestato altresì il sospetto che queste strutture fatiscenti possano servire anche a generare risentimento e quindi alimentare una ripresa futura della lotta, anche con metodi terroristici. Perché costituirebbe una piaga del nostro tempo il persistente convincimento di alcuni Stati ancora inclini a considerare il terrorismo uno strumento per promuovere la propria agenda.

Forze di sicurezza ispettano il sito dell'attentato suicida a Kabul, Afghanistan. - Sputnik Italia
Talebani rivendicano la responsabilità per gli attentati allo stadio in Afghanistan
Si è parlato anche della necessità di dialogo e della trasparenza nei processi negoziali. È accaduto ad iniziativa del Segretario Generale dell’Osce, Thomas Greminger, che vi ha fatto cenno in relazione alla crisi ucraina e alla crescita delle tensioni tra Russia ed Occidente. Ma anche ad opera dell’ex Presidente afghano Hamid Karzai, che si è soffermato sugli esercizi che coinvolgono attualmente i Talebani: da quello bilaterale promosso dagli americani in Qatar agli incontri svoltisi a Mosca, fino al format attuale che include anche la Cina, ma lascia ai margini l’esecutivo di Kabul. È in effetti importante che l’Afghanistan recuperi pace e sovranità, ha sottolineato Karzai, ponendo fine ad un ciclo pluridecennale di guerre senza danneggiare ulteriormente gli afghani.

Considerazioni sono state altresì destinate al tema della militarizzazione dello spazio, argomento sul quale si sono misurati esperti americani, cinesi, europei e russi. Se da parte statunitense sono giunte interessanti ammissioni circa le prospettive future delle armi spaziali, cinetiche o ad energia diretta, alcuni europei hanno osservato come sia in pieno sviluppo una dimensione verticale della sicurezza, che si snoda dai cavi sottomarini agli strumenti basati nello spazio, rispetto ai quali vi sarebbero ben poche difese efficaci da terra. I cinesi, infine, hanno ribadito la loro attuale concezione dello spazio come global common di cui garantire il pacifico ed incontrastato godimento, evidenziando l’ampiezza del divario che ormai li divide dagli Stati Uniti anche in questo campo delicato.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала