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Libia, sale a 220 il bilancio delle vittime degli scontri a Tripoli

© AP Photo / Mohamed Ben KhalifaTripoli, Libia
Tripoli, Libia - Sputnik Italia
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Circa 220 persone sono state uccise e 1.066 sono state ferite dall’inizio dell’offensiva a Tripoli dell’esercito nazionale libico (LNA) del maresciallo Khalifa Haftar.

Lo ha reso noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Lo scorso giovedì l’agenzia onusiana aveva stimato che le vittime dello scontro armato fossero arrivate 213. “Il bilancio di #Tripoli è ora di 220 morti e 1066 feriti Tra i civili uccisi a #Libia ci sono operatori sanitari, donne e bambini. #NotATarget”, ha scritto l’Oms su Twitter. 

Gli scontri in Libia sono scoppiati il ​​4 aprile, quando Haftar ha ordinato alle sue truppe di avanzare nella capitale libica per liberarla da quelli che ha definito terroristi. Di conseguenza, LNA acquisì il controllo sulle città di Surman e Garyan situate vicino a Tripoli. 

Il 7 aprile, la GNA ha annunciato una controffensiva, soprannominata Volcano of Rage, per affrontare l’LNA. La Libia ha subito disordini dal 2011, quando il suo leader storico Muammar Gheddafi è stato rovesciato e ucciso. Da allora il paese è stato diviso tra due governi rivali, con un parlamento eletto, sostenuto dall’esercito di Haftar, che governa l’est del paese e il GNA appoggiato dall’ONU e dall’UE che governa l’ovest da Tripoli.

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