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Cina: un operaio ha scritto una canzone sulla cattiveria della polizia ed è finito in galera

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In Cina, un operaio che ha scritto una canzone sulla brutalità della polizia, ha trascorso due settimane in prigione, riferisce il South China Morning Post.

Huang Ming è stato arrestato all'inizio di aprile nel dormitorio di una delle fabbriche della città di Heyuan, nella provincia del Guangdong. È stato accusato di aver scritto due anni fa una canzone su come le guardie hanno picchiato un uomo e hanno messo tutto sui social media.

Nella canzone Ming, che è nato a Czhenson, provincia di Yunnan, racconta come un giovane uomo che guidava una moto cancella un po di vernice da un segnale stradale a cui passa sopra, e questo fa arrabbiare la polizia.

Il motociclista viene picchiato da dieci persone e si rompe una costola. La canzone è basata su eventi reali che si sono verificati a Zhenxiang nel 2017.

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Ming stava cercando un uomo che avrebbe accettato di cantare la sua canzone, e stava anche per girare un video in cui voleva includere le scene del pestaggio. "Pale e zappe, i poliziotti le hanno sollevate per picchiare Lun Anyu. Lun Anyu si è rotto le costole e il sangue scorre dalla sua testa. La polizia, come fanno i banditi, se ne va” dice la canzone.

In altre rime scrive che la città è impantanata nella corruzione, e invita i cittadini alla ribellione.

L’autore della canzone, accusato di violazione dell'ordine pubblico, è finito due settimane in prigione ma ha detto che non si pente del suo gesto. La polizia, che ha picchiato il protagonista della canzone, è stata punita e la vittima ha ricevuto 450 mila yuan di compensazione.

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