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Alla Casa Bianca l'antico amore di Trump per WikiLeaks ora lo definiscono "uno scherzo”

© REUTERS / Henry NichollsJulian Assange dopo l'arresto a Londra
Julian Assange dopo l'arresto a Londra - Sputnik Italia
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Donald Trump stava solo scherzando quando diceva di ammirare WikiLeaks. Questo, in una recente intervista, lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders. Secondo lei, l'attuale presidente, a differenza del suo predecessore, “fa davvero qualcosa per risolvere il problema” e si pone seriamente verso la questione del sito dell’informatore australiano Julian Assange, scrive The Independent.

Donald Trump ha ripetutamente elogiato e persino confessato amore verso WikiLeaks, ma era solo uno scherzo, ha detto in una recente intervista la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders, scrive The Independent.

Il giornale ricorda che dopo l'arresto del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, il presidente americano ha detto di "non sapere nulla" di questa organizzazione. Sanders ha cercato di difendere la posizione di Trump.

"Ascoltate, ovviamente, il presidente scherzava durante la campagna elettorale del 2016. Certo, trattiamo le attività di WikiLeaks seriamente" ha assicurato la Sanders.

Secondo The Independent, il sito di WikiLeaks è diventato un giocatore fondamentale durante le elezioni presidenziali del 2016 negli USA, dopo la pubblicazione della corrispondenza rubata di Hillary Clinton e delle e-mail del comitato nazionale del partito democratico. “Amo WikiLeaks”, ha detto Trump ai collaboratori.

Tuttavia, secondo Sanders, è l'amministrazione Trump che "merita il riconoscimento" per l'arresto di Assange a Londra. Secondo lei, l'attuale capo della Casa Bianca è il primo presidente, che ha tacciato WikiLeaks di “crimine” e “fa davvero qualcosa per risolvere questo problema”.

L'amministrazione di Barack Obama ha criticato Assange. Ma, alla fine, hanno rinunciato alla denuncia ufficiale al fondatore di WikiLeaks, temendo le conseguenze negative di tale decisione sulla libertà di stampa negli USA.

L'ex analista dell'intelligence militare Bradley Manning, che ha in seguito cambiato nome e sesso, ha fatto trapelare migliaia di documenti governativi americani a WikiLeaks, per questo è stato giudicato e condannato al carcere. Ma prima di lasciare la presidenza, Obama ha ridotto il periodo  di detenzione di Manning, che in quel momento si trovava in carcere da sette anni, ricorda il quotidiano.

Le autorità americane accusano Assange di aver aiutato Manning ad "hackerare" il database del Ministero della Difesa degli Stati Uniti per poi passare i documenti a WikiLeaks. Ha affrontato alcuni anni di carcere per mancata comparizione in un tribunale britannico, ma è anche possibile l’estradizione in America, nota l’Independent.

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